Quante volte avete desiderato installare la madre di tutte le distro linux, ma avete poi abbandonato l'impresa per paura di imbarcarvi in qualcosa più grande di voi?Con questa guida, potrete finalmente riuscirci ed anzi, alla fine, vi accorgerete che le vostre 'paure' erano del tutto ingiustificate e che anzi installare Debian è molto più facile di quanto si pensi!
Fondata in ultima analisi sulle wiki ufficiali, questa guida è stata testata con pieno successo su più modelli e da tanti amici, ma, paradossalmente, non dal sottoscritto, che a suo tempo ha utilizzato l'installer basato su Lenny, che presentava problemi del tutto diversi e, aggiungo, un po' più complessi.
Non sarò comunque considerato responsabile di qualsiasi danno ai vostri pc.
Quindi, buona lettura e buona Debian!
Prolegomena
Media di installazione
Fra le tante modalità di installazione disponibile, ho programmaticamente scelto la via più "lunga" e "difficile", ritenendo che, in questo modo, il lettore potrà ottenere un sistema più leggero e personalizzato e, quel che più conta, imparare di più.
L'utente, in effetti, può scegliere fra tanti media:
Una cosa che consiglio sempre è di consultare questo LINK, soprattutto se si dispone di modelli recentemente usciti, per verificarne il supporto: non dovrebbero esserci problemi, ma, come si suol dire, non si sa mai! È comunque preferibile leggere la sezione inglese, poiché più aggiornata di quella italiana.
L'utente, in effetti, può scegliere fra tanti media:
- businesscard: installer per i micro CD, che provvedere a scaricare ed installare dalla rete i pacchetti
- netinst: come il precedente, ma di formato un po' più grande
- Iso CD: CD completi (il set contiene tutto quanto disponibile nei repos, ma, ai fini dell'installazione, basta il primo, che installa automaticamente Gnome; nella stessa pagina è comunque possibile scaricare i CD1 corrispondenti per Kde e Xfce/Lxde)
- Iso DVD
- Live CD
Una cosa che consiglio sempre è di consultare questo LINK, soprattutto se si dispone di modelli recentemente usciti, per verificarne il supporto: non dovrebbero esserci problemi, ma, come si suol dire, non si sa mai! È comunque preferibile leggere la sezione inglese, poiché più aggiornata di quella italiana.
Struttura della distribuzione
È bene ricordare che il mondo Debian si articola in un ramo stable (attualmente arrivato alla versione 6, denominata Squeeze) ed in due di sviluppo, detti rispettivamente testing ed unstable e finalizzati al rilascio della successiva stable.
Il ciclo di sviluppo dura più o meno due anni e comporta la progressiva e successiva integrazione di nuovi kernels, nuove funzionalità, nuovi (o nuove versioni di) programmi, ma anche, e soprattutto, la soluzione di vecchi e nuovi bugs e falle di sicurezza, e si completa quando il numero di bugs critici si azzera. Si suole dire, e non è una battuta, che la stable viene rilasciata "quando è pronta"! ;)
Durante questo ciclo, i singoli pacchetti seguono un iter rigorosissimo: immessi in prima istanza nel ramo Unstable, vi rimangono per un numero variabile di giorni, che varia da una manciata fino ad anche gli oltre trenta, alla fine dei quali vengono trasferiti in Testing, ma solo se viene rispettata una serie di requisiti di stabilità e sicurezza (in pratica, nessun bug significativo segnalato!). È logico che gli stessi pacchetti possono essere aggiornati più e più volte nel corso degli anni di sviluppo.
Sarà proprio questa stessa Testing, alla fine del ciclo di sviluppo, a diventare la nuova Stable.
I singoli rami sono identificati in base al ramo appunto oppure in base ad un nome in codice (desunto dai personaggi della saga del cartoon Toy Story). La seguente tabella riassume la situazione attuale:
Uno di questi "nomi" compare nella lista dei repositories contenuta nel file /etc/apt/sources.list ed è sulla base di quello ivi presente che il sistema seleziona le versioni dei pacchetti da scaricare ed installare.
Il principio è semplicissimo: se, ad esempio, nel suddetto file abbiamo
squeeze, il nostro sistema seguirà tutta la vita di questa release, dallo sviluppo, al successivo stato di freeze, fino al rilascio definitivo ed alla fine del suo ciclo di vita; se, invece, abbiamo testing, saremo sempre legati a questo ramo di sviluppo, qualunque sia il suo nome.
In pratica, però, cosa significa avere un ramo di sviluppo o avere un ramo stabile?
È bene precisare sin da subito che Debian consiglia ufficialmente di utilizzare il corrente ramo stable ed in effetti una stable di Debian assicura e garantisce la massima stabilità oggi disponibile sul "mercato", proprio grazie alla cura maniacale del dettaglio che caratterizza la sua stessa politica, anche se al prezzo di una certa "arretratezza", che tende ovviamente ad aumentare vista la ridotta frequenza di rilasci.
Non a caso, l'utente desktop, smanioso di ottenere in tempo reale tutte le novità che vengono continuamente introdotte nel mondo linux, spesso preferisce orientarsi su uno dei rami di sviluppo.
Questa scelta non deve essere considerata "folle", poiché, a dispetto del nome, i due rami di sviluppo sono meno "instabili" e "insicuri" di quanto si pensi ed anzi, sotto certi aspetti, sono ben più stabili delle coeve distro regolarmente rilasciate.
Sia ben chiaro però che usare un ramo di sviluppo significa:
Un altro elemento da tenere presente è infine che, a dispetto di quanti continuano a criticare Debian per la sua arretratezza, ivi è in verità possibile installare versioni di pacchetti più recenti, prelevandoli da uno dei rami più avanzati, con una tecnica denominata pinning (su cui cf. DOCUMENTAZIONE UFFICIALE, WIKI UFFICIALE, ALTRA BUONA GUIDA).
In particolare, consiglio di ricorrere al
In ogni caso, disporre anche del repo Testing è altamente consigliato per chi usa Sid, visto che può capitare di trovarsi costretti a "retrocedere" determinati pacchetti particolarmente bacati ad una versione precedente funzionante (si veda in fondo alla guida).
Il ciclo di sviluppo dura più o meno due anni e comporta la progressiva e successiva integrazione di nuovi kernels, nuove funzionalità, nuovi (o nuove versioni di) programmi, ma anche, e soprattutto, la soluzione di vecchi e nuovi bugs e falle di sicurezza, e si completa quando il numero di bugs critici si azzera. Si suole dire, e non è una battuta, che la stable viene rilasciata "quando è pronta"! ;)
Durante questo ciclo, i singoli pacchetti seguono un iter rigorosissimo: immessi in prima istanza nel ramo Unstable, vi rimangono per un numero variabile di giorni, che varia da una manciata fino ad anche gli oltre trenta, alla fine dei quali vengono trasferiti in Testing, ma solo se viene rispettata una serie di requisiti di stabilità e sicurezza (in pratica, nessun bug significativo segnalato!). È logico che gli stessi pacchetti possono essere aggiornati più e più volte nel corso degli anni di sviluppo.
Sarà proprio questa stessa Testing, alla fine del ciclo di sviluppo, a diventare la nuova Stable.
I singoli rami sono identificati in base al ramo appunto oppure in base ad un nome in codice (desunto dai personaggi della saga del cartoon Toy Story). La seguente tabella riassume la situazione attuale:
| Stable | Squeeze |
| Testing | Wheezy |
| Unstable | Sid |
Uno di questi "nomi" compare nella lista dei repositories contenuta nel file /etc/apt/sources.list ed è sulla base di quello ivi presente che il sistema seleziona le versioni dei pacchetti da scaricare ed installare.
Il principio è semplicissimo: se, ad esempio, nel suddetto file abbiamo
squeeze, il nostro sistema seguirà tutta la vita di questa release, dallo sviluppo, al successivo stato di freeze, fino al rilascio definitivo ed alla fine del suo ciclo di vita; se, invece, abbiamo testing, saremo sempre legati a questo ramo di sviluppo, qualunque sia il suo nome.
In pratica, però, cosa significa avere un ramo di sviluppo o avere un ramo stabile?
È bene precisare sin da subito che Debian consiglia ufficialmente di utilizzare il corrente ramo stable ed in effetti una stable di Debian assicura e garantisce la massima stabilità oggi disponibile sul "mercato", proprio grazie alla cura maniacale del dettaglio che caratterizza la sua stessa politica, anche se al prezzo di una certa "arretratezza", che tende ovviamente ad aumentare vista la ridotta frequenza di rilasci.
Non a caso, l'utente desktop, smanioso di ottenere in tempo reale tutte le novità che vengono continuamente introdotte nel mondo linux, spesso preferisce orientarsi su uno dei rami di sviluppo.
Questa scelta non deve essere considerata "folle", poiché, a dispetto del nome, i due rami di sviluppo sono meno "instabili" e "insicuri" di quanto si pensi ed anzi, sotto certi aspetti, sono ben più stabili delle coeve distro regolarmente rilasciate.
Sia ben chiaro però che usare un ramo di sviluppo significa:
- accettare la possibilità di incorrere in qualche baco (più grossi e frequenti in Sid, ma non assenti in Testing)
- accettare l'idea di dover studiare eventuali novità che i nuovi pacchetti possono volta per volta apportare e tali da imporci interventi a mano di adeguamento
- accettare l'idea di diventare schiavi di aggiornamenti su aggiornamenti, con decine e decine di pacchetti, spesso più di una volta al giorno
Un altro elemento da tenere presente è infine che, a dispetto di quanti continuano a criticare Debian per la sua arretratezza, ivi è in verità possibile installare versioni di pacchetti più recenti, prelevandoli da uno dei rami più avanzati, con una tecnica denominata pinning (su cui cf. DOCUMENTAZIONE UFFICIALE, WIKI UFFICIALE, ALTRA BUONA GUIDA).
In particolare, consiglio di ricorrere al
- Repository dei Backports --> se si usa la Stable (GUIDA)
- Repository di Sid/Experimental --> se si usa la Testing
- Repository Experimental --> se si usa Sid (GUIDA)
In ogni caso, disporre anche del repo Testing è altamente consigliato per chi usa Sid, visto che può capitare di trovarsi costretti a "retrocedere" determinati pacchetti particolarmente bacati ad una versione precedente funzionante (si veda in fondo alla guida).
Preparazione
Se abbiamo a disposizione un lettore cd esterno, possiamo limitarci a masterizzare la iso prescelta su cd/dvd e ad utilizzare quest'ultimo per l'installazione; altrimenti, dovremo crearci un pennino bootable tramite la procedura sotto indicata.
Netinst/Businnescard
Scarichiamo la iso prescelta (netinst o businnescard), dell'architettura desiderata (i386 o AMD64, a seconda del processore: consiglio comunque i386), da uno di questi link:
Quindi, collegate al vostro pc il supporto usb sul quale intendete caricare la .iso e subito dopo date sul terminale il comando
Ora, anche se non strettamente necessario, consiglierei di smontare la chiavetta, dando da root
Infine, non dovete fare altro che copiare nel pennino la .iso con il seguente comando:
NOTA BENE: se utilizziamo questo metodo, alla fine dell'installazione sarà necessario editare il file /etc/fstab ed eliminare la riga relativa al CD/DVD. Se non lo faremo, i supporti USB non saranno riconosciuti correttamente.
Quindi, collegate al vostro pc il supporto usb sul quale intendete caricare la .iso e subito dopo date sul terminale il comando
$ dmesg | tailper individuarne il device del supporto: dovrebbe risultare qualcosa come sdb.
Ora, anche se non strettamente necessario, consiglierei di smontare la chiavetta, dando da root
# umount /dev/sdXsostituendo sdX con la lettera precedentemente identificata del nostro pennino.
Infine, non dovete fare altro che copiare nel pennino la .iso con il seguente comando:
# dd if=/percorso-esatto-alla-iso of=/dev/sdXNOTA BENE: è di estrema importanza che il device del pennino sia del tipo /dev/sdb e NON /dev/sdb1 e ricordate inoltre che il comando dd formatterà il device verso cui è indirizzato e che quindi conviene farsi un backup di quanto eventualmente in esso contenuto e, soprattutto, che non sarebbe cosa buona... sbagliare device!
NOTA BENE: se utilizziamo questo metodo, alla fine dell'installazione sarà necessario editare il file /etc/fstab ed eliminare la riga relativa al CD/DVD. Se non lo faremo, i supporti USB non saranno riconosciuti correttamente.
Live CD
Il vantaggio di questo medium è che esso ha precaricati gli eventuali firmwares proprietarii necessari per alcuni dispositivi presenti negli eeepc, i quali sono esclusi dalle immagini ufficiali per motivi legali (ma possono essere facilmente aggiunti a mano da chi ne ha necessità).
Con questo sistema, otterremo una lxde preimpostata, con GDM (non GDM3!), Synaptic, Network-Manager-Gnome, Gnome-Bluetooth e gestore energetico di Gnome, ma l'installer è quello solito, dunque ci sarà comunque possibile personalizzare l'installazione come vogliamo, anche seguendo i consigli di questa guida.
Inutile aggiungere che questo è il sistema infinitamente più agevole per chi, erroneamente, non si ritiene all'altezza di affrontare l'installazione di Debian.
Quello che si deve fare è scaricare nella propria home la iso da questo LINK, quindi identificare il pennino secondo le modalità indicate nella sezione precedente, smontarlo e dare sul terminale
Con questo sistema, otterremo una lxde preimpostata, con GDM (non GDM3!), Synaptic, Network-Manager-Gnome, Gnome-Bluetooth e gestore energetico di Gnome, ma l'installer è quello solito, dunque ci sarà comunque possibile personalizzare l'installazione come vogliamo, anche seguendo i consigli di questa guida.
Inutile aggiungere che questo è il sistema infinitamente più agevole per chi, erroneamente, non si ritiene all'altezza di affrontare l'installazione di Debian.
Quello che si deve fare è scaricare nella propria home la iso da questo LINK, quindi identificare il pennino secondo le modalità indicate nella sezione precedente, smontarlo e dare sul terminale
# dd if=eeepc-live-1.1~rc1-hybrid.iso of=/dev/sdX # syncPer ulteriori informazioni ed altre modalità di preparazione del pennino avviabile (anche da Windows) rimando alle seguenti wiki:
Installazione di Debian
Ricordiamoci che per l'installazione è necessaria una connessione ad internet funzionante.
Oramai, l'installer di Squeeze supporta nativamente il wifi per molti, se non tutti, i modelli di eeepc, ma noi consiglieremo ugualmente di utilizzare per l'installazione il cavo di rete, che ci consentirà di avere una connessione più veloce e stabile. Tuttavia, se utilizzeremo il wifi, alla fine ci ritroveremo la connessione in questione già configurata e pronta per l'uso.
Comunque, sarà bene avviare con
Nel seguito, descriverò i passi salienti, omettendo quelli più "complessi", nei quali il lettore, se non ha esigenze specifiche, potrà limitarsi a confermare le opzioni predefinite e ad andare avanti nell'installazione, secondo il principio: se non sai cos'è, significa che non ti serve! :D
NOTA BENE: Sul 701, è necessario avviare la modalità di installazione per esperti, dal momento che quella di default non riesce a partire per il mancato riconoscimento della risoluzione del monitor.
Oramai, l'installer di Squeeze supporta nativamente il wifi per molti, se non tutti, i modelli di eeepc, ma noi consiglieremo ugualmente di utilizzare per l'installazione il cavo di rete, che ci consentirà di avere una connessione più veloce e stabile. Tuttavia, se utilizzeremo il wifi, alla fine ci ritroveremo la connessione in questione già configurata e pronta per l'uso.
Comunque, sarà bene avviare con
- pennino usb inserito
- wifi acceso (entrate nel bios e, per sicurezza, abilitate tutti i devices)
- cavo di rete inserito (obbligatorio per quei modelli per i quali gli installers non supportano nativamente il wifi)
Nel seguito, descriverò i passi salienti, omettendo quelli più "complessi", nei quali il lettore, se non ha esigenze specifiche, potrà limitarsi a confermare le opzioni predefinite e ad andare avanti nell'installazione, secondo il principio: se non sai cos'è, significa che non ti serve! :D
NOTA BENE: Sul 701, è necessario avviare la modalità di installazione per esperti, dal momento che quella di default non riesce a partire per il mancato riconoscimento della risoluzione del monitor.
Fasi iniziali dell'installazione
Si comincia con i settaggi per la lingua, quindi l'installer passa a fare una scansione dell'hardware e, se non avete una scheda wifi strana, vi porterà a scegliere fra:
Stessa cosa per il wifi, ma dovrete conoscere l'ESSID del vostro access point (ovvero, il nome della rete wifi) e il metodo di criptazione (se Wep oppure WPA), poiché il sistema non sarà in grado di proporvelo da sé. Digitate l'eventuale password e aspettate la ricerca di un server dhcp. Se invece avete una rete wifi settata con ip statici, allora aspettate la scansione per il dhcp, la notifica di fallimento (ovvio!), date invio e scegliete di configurare la rete manualmente (ip, maschera di rete, gateway e dns).
Date un nome al vostro pc (es.: eeepc) e inserite il "nome dominio" (io ho scelto di lasciar vuota quest'ultima voce).
Scegliete la nazione del mirror per i repo di debian (Italia va benissimo) e il mirror (ftp.it.debian.org è ok).
Inserite il proxy (se non sapete cos'è, saltatelo: non vi serve!) e aspettate.
- eth0 per la scheda rete
- ath0, ra0 o, più probabilmente, wlan0 per la scheda wireless
Stessa cosa per il wifi, ma dovrete conoscere l'ESSID del vostro access point (ovvero, il nome della rete wifi) e il metodo di criptazione (se Wep oppure WPA), poiché il sistema non sarà in grado di proporvelo da sé. Digitate l'eventuale password e aspettate la ricerca di un server dhcp. Se invece avete una rete wifi settata con ip statici, allora aspettate la scansione per il dhcp, la notifica di fallimento (ovvio!), date invio e scegliete di configurare la rete manualmente (ip, maschera di rete, gateway e dns).
Date un nome al vostro pc (es.: eeepc) e inserite il "nome dominio" (io ho scelto di lasciar vuota quest'ultima voce).
Scegliete la nazione del mirror per i repo di debian (Italia va benissimo) e il mirror (ftp.it.debian.org è ok).
Inserite il proxy (se non sapete cos'è, saltatelo: non vi serve!) e aspettate.
Partizionamento
Do per scontato che sappiate cosa sia un partizionamento (quello guidato cancella l'intero hard disk, per cui, secondo me, è meglio quello manuale, a meno che non ve ne freghi nulla, ovviamente), per cui andiamo avanti.
Configurazione utenti
Debian a questo punto installerà il sistema base, per cui lasciate fare.
Appena finito vi verrà chiesto di impostare la password di root (debian abilita l'utente root, a differenza di Ubuntu) e di confermarla.
Quindi il sistema vi chiederà il vostro nome e cognome e, in seguito il nome dello user e la relativa password.
Vi verrà chiesto, infine, se vorrete partecipare all'indagine sull'uso dei pacchetti, leggetevi bene l'informativa e decidete a vostra discrezione: io ho scelto di non partecipare.
Appena finito vi verrà chiesto di impostare la password di root (debian abilita l'utente root, a differenza di Ubuntu) e di confermarla.
Quindi il sistema vi chiederà il vostro nome e cognome e, in seguito il nome dello user e la relativa password.
Vi verrà chiesto, infine, se vorrete partecipare all'indagine sull'uso dei pacchetti, leggetevi bene l'informativa e decidete a vostra discrezione: io ho scelto di non partecipare.
Installazione pacchetti e Boot Loader (GRUB)
Finalmente siamo alla scelta del software da installare (si seleziona con la barra spaziatrice, si conferma la scelta finale con invio).
Si consiglia di
Dopo qualche minuto, vi verrà chiesto se installare GRUB nel master boot record. Se non avete idea di cosa rispondere, allora la risposta più corretta è "sì", altrimenti decidete in base alla vostra configurazione.
L'installazione è finita, levate la penna usb e date invio su Continua. Il sistema si riavvierà e vi troverete in Gnome o, se non avete installato l'ambiente desktop, davanti ad un prompt. Anche in questo caso, dovrete dare login e password per accedere come utenti.
Si consiglia di
- selezionare (o lasciare selezionato) Sistema Standard
- selezionare (o lasciare selezionato) Computer portatile (per la gestione della batteria etc.)
- DESELEZIONARE Ambiente desktop
- Ambiente desktop installa di default Gnome, ma, se volessimo altro desktop (es. KDE)...
- potremo fare un'installazione minimale Gnome, depurata di molte cose inutili
- risparmieremmo tempo nel caso in cui intendessimo fare il salto da una versione ad un'altra
Dopo qualche minuto, vi verrà chiesto se installare GRUB nel master boot record. Se non avete idea di cosa rispondere, allora la risposta più corretta è "sì", altrimenti decidete in base alla vostra configurazione.
L'installazione è finita, levate la penna usb e date invio su Continua. Il sistema si riavvierà e vi troverete in Gnome o, se non avete installato l'ambiente desktop, davanti ad un prompt. Anche in questo caso, dovrete dare login e password per accedere come utenti.
Primissime configurazioni del sistema
Aggiornamento del Grub
Talvolta, ma soprattutto in passato, al primo avvio dopo l'installazione non compare nell'elenco del grub l'eventuale voce per windows o altro sistema operativo. Se si verifica questa situazione, non abbiate timore! Loggatici come root, date
# os-prober # update-grube tutto in genere si risolverà da sé.
Impostazione del sudo
È un'operazione che alcuni sconsigliano, poiché apporterebbe un certo rischio di sicurezza. Ad ogni modo, se volete impostarlo, procedete nel modo seguente, dando nell'ordine i seguenti comandi:
Comunque sia, nel seguito dell'esposizione i comandi di amministrazione saranno indicati senza il sudo e presupponendo il terminale di root. Il lettore inesperto sappia che il simbolo # indica il prompt di un terminale di root, mentre il simbolo $ quello di un teminale di utente: pertanto, i comandi preceduti da $ non necessitano di privilegi di amministratore.
$ su - ## per loggarci come root # dhclient eth0 ## per effettuare la connessione in DHCP # aptitude install sudo # visudoed aggiungete in fondo la riga
vostro_nome_utente ALL=(ALL) ALLsostituendo vostro_nome_utente con il nome con cui vi loggate; Ctrl+O e invio per salvare e Ctrl+X per uscire da visudo. Digitiamo exit nel terminale, per tornare al nostro utente.
Comunque sia, nel seguito dell'esposizione i comandi di amministrazione saranno indicati senza il sudo e presupponendo il terminale di root. Il lettore inesperto sappia che il simbolo # indica il prompt di un terminale di root, mentre il simbolo $ quello di un teminale di utente: pertanto, i comandi preceduti da $ non necessitano di privilegi di amministratore.
Installazione degli eeepc-acpi-scripts
Installiamo sin da subito il pacchetto eeepc-acpi-scripts, necessario per gestire gli acpi dei nostri pc.
Fino alla versione 1.1.10 compresa, l'installazione di questo pacchetto comportava l'automatica rimozione di acpi-support, ma, dalla v. 1.1.11, ciò non succede più ed anzi i due convivono perfettamente. Poco importa: lasciate fare al sistema! ;)
Fino alla versione 1.1.10 compresa, l'installazione di questo pacchetto comportava l'automatica rimozione di acpi-support, ma, dalla v. 1.1.11, ciò non succede più ed anzi i due convivono perfettamente. Poco importa: lasciate fare al sistema! ;)
Caricamento del modulo eeepc-laptop su modelli con bios per Seven
Nei modelli di eeepc con Seven o comunque con installato un bios compatibile per Seven, risulta impossibile caricare il modulo del kernel eeepc-laptop, con il conseguente malfunzionamento degli acpi.
La soluzione consiste nell'aggiungere un parametro al grub, in modo da forzare il caricamento di questo modulo. Da root diamo
Su alcuni modelli, ad esempio il 1005pe, potrebbero esserci malfunzionamenti con i tastini per la luminosità ed in particolare con i relativi OSD. In tal caso, è sufficiente aggiungere nella stessa stringa anche la voce acpi_backlight=vendor, in modo da avere
La soluzione consiste nell'aggiungere un parametro al grub, in modo da forzare il caricamento di questo modulo. Da root diamo
# nano /etc/default/grube trasformiamo la riga che ci interessa da così:
GRUB_CMDLINE_LINUX_DEFAULT="quiet"a, più o meno, così (fatte salve eventuali ulteriori aggiunte):
GRUB_CMDLINE_LINUX_DEFAULT="quiet acpi_osi=Linux"Quindi, sempre da root, aggiorniamo grub:
# update-grubAl riavvio, tutto dovrebbe funzionare perfettamente.
Su alcuni modelli, ad esempio il 1005pe, potrebbero esserci malfunzionamenti con i tastini per la luminosità ed in particolare con i relativi OSD. In tal caso, è sufficiente aggiungere nella stessa stringa anche la voce acpi_backlight=vendor, in modo da avere
GRUB_CMDLINE_LINUX_DEFAULT="quiet acpi_osi=Linux acpi_backlight=vendor"
Installazione del Desktop Environment
Se non vogliamo rimanere con un sistema tutto a riga di comando, potrebbe essere utile installare un Desktop Environment (DE) o, più semplicemente, un Window Manager (WM), tra i tanti disponibili su Linux. Io utilizzo Gnome ed OpenBox/Lxde, ma fornisco di seguito alcune rapide indicazioni anche per altri ambienti.
Mi permetto di consigliare ai novizi di ricorrere direttamente a sistemi completi e collaudati come Gnome o Kde. Gli altri, per quanto belli e leggeri, richiedono infatti un certo grado di esperienza: un novizio, molto probabilmente, avrà difficoltà anche solo a capire di cosa ha bisogno per ottenere un sistema completo per le proprie esigenze.
Mi permetto di consigliare ai novizi di ricorrere direttamente a sistemi completi e collaudati come Gnome o Kde. Gli altri, per quanto belli e leggeri, richiedono infatti un certo grado di esperienza: un novizio, molto probabilmente, avrà difficoltà anche solo a capire di cosa ha bisogno per ottenere un sistema completo per le proprie esigenze.
Preliminari
Prima di tutto, controlliamo i repositories:
Se si desidera passare alla Testing o alla Unstable/Sid, bisognerà sostituire nel sources.list tutte le occorrenze di squeeze con, rispettivamente, wheezy o sid (tranne nei repositories security, in cui si consiglia di mettere testing), in modo che diventi simile a questo:
Se scegliamo di mantenerci su Squeeze, dobbiamo integrare il nuovo repository squeeze-updates, che sostituisce il vecchio volatile, aggiungendo in fondo al file /etc/apt/sources.list:
NOTA BENE: se decidete per Sid, sappiate che ci vuole un pizzico di fortuna, visto che ci si può imbattere in un momento in cui ci sono problemi con le dipendenze. In tal caso, o si procede di pinning con la testing o.... si aspetta!
Quindi,
Seguono alcune indicazioni sui vari Desktop Environments e Window Managers.
# nano /etc/apt/sources.listed assicuriamoci che siano in questa forma
deb http://ftp.it.debian.org/debian/ squeeze main contrib non-free deb-src http://ftp.it.debian.org/debian/ squeeze main contrib non-free deb http://security.debian.org/ squeeze/updates main contrib non-free deb-src http://security.debian.org/ squeeze/updates main contrib non-freeSono evidenziate in rosso le voci da aggiungere. Le righe relative al CD-Rom dovrebbero essere già commentate. Altrimenti, non dobbiamo fare altro che commentarle con un #. Al solito, Ctrl+O e invio per salvare e Ctrl+X per uscire.
Se si desidera passare alla Testing o alla Unstable/Sid, bisognerà sostituire nel sources.list tutte le occorrenze di squeeze con, rispettivamente, wheezy o sid (tranne nei repositories security, in cui si consiglia di mettere testing), in modo che diventi simile a questo:
deb http://ftp.it.debian.org/debian/ sid main contrib non-free deb-src http://ftp.it.debian.org/debian/ sid main contrib non-free deb http://security.debian.org/ testing/updates main contrib non-free deb-src http://security.debian.org/ testing/updates main contrib non-free
Se scegliamo di mantenerci su Squeeze, dobbiamo integrare il nuovo repository squeeze-updates, che sostituisce il vecchio volatile, aggiungendo in fondo al file /etc/apt/sources.list:
## Debian Ufficiale -- Squeeze-Updates deb http://ftp.debian.org/debian squeeze-updates main contrib non-free #Squeeze-Updates
NOTA BENE: se decidete per Sid, sappiate che ci vuole un pizzico di fortuna, visto che ci si può imbattere in un momento in cui ci sono problemi con le dipendenze. In tal caso, o si procede di pinning con la testing o.... si aspetta!
Quindi,
# aptitude update # aptitude upgrade # aptitude full-upgradeRipetiamo pure i comandi, finché non ci sarà sicuramente nulla da aggiornare.
Seguono alcune indicazioni sui vari Desktop Environments e Window Managers.
Gnome
Per installare i fondamenti di gnome, daremo
NOTA BENE: se vogliamo un sistema ancora più snello e con meno programmi installati, possiamo valutare la possibilità di NON installare il metapacchetto gnome-desktop-environment, armarci di pazienza ed installare ad uno ad uno i singoli pacchetti da esso dipendenti che ci interessano, magari aiutandoci con l'elenco disponibile QUI. I tempi si allungheranno, ma ne vale sicuramente la pena!
# aptitude install gnome-core gdm3Gli altri pacchetti consigliati sono:
- gnome-system-tools
- network-manager-gnome
- gnome-bluetooth (ovviamente, se avete un dispositivo bluetooth!)
- gnome-alsamixer
- software-properties-gtk
- alsa-utils
- alsa-tools
- gdebi
- epiphany-extensions
- gtk2-engines
- gnome-themes
- gnome-themes-extras
- gnome-backgrounds
- xdg-user-dirs
- binutils
- xterm
- system-config-printer
- gnome-desktop-environment
NOTA BENE: se vogliamo un sistema ancora più snello e con meno programmi installati, possiamo valutare la possibilità di NON installare il metapacchetto gnome-desktop-environment, armarci di pazienza ed installare ad uno ad uno i singoli pacchetti da esso dipendenti che ci interessano, magari aiutandoci con l'elenco disponibile QUI. I tempi si allungheranno, ma ne vale sicuramente la pena!
Kde
# aptitude install kde-full kdm
Se invece desideriamo un'installazione minimale, possiamo installare
- kde-plasma-desktop oppure, se si preferisce l'interfaccia netbook, kde-plasma-netbook
- una scelta fra le dipendenze di kde-standard
Xfce
Spesso definita "la Gnome dei poveri", in realtà questo Desktop Environment è completo per le esigenze dei normali utenti, ma, pur essendo gradevole e funzionale, è molto meno esoso del fratello maggiore in termini di ram e di spazio su disco occupato. In più, cosa per me particolarmente importante, è soggetto ad un ciclo di rilasci molto meno frequente di quello di Gnome e quindi impone meno seccature.
Per installare tutto:
xfce4-power-manager, il gestore energetico, non è dipendenza dei suddetti metapacchetti, ma è solo un "raccomandato" di xfce4-goodies.
Per beneficiare di tutta la leggerezza di questo DE, consiglierei altresì di evitare i programmi che richiedono tante dipendenze gnomesche. Ad esempio, potremo usare
È bene ricordare che gdm, gdm3 e lightdm sono preferibili se si usa il network-manager-gnome, per la solita vecchia questione dello sblocco del portachiavi.
Un'ulteriore possibilità, sempre valida (sempre se non si usa qualche programma che richiede l'accesso al portachiavi), è non installare alcun login manager e limitarsi a loggarsi come utente e quindi a lanciare "startx".
Utile guida per configurare lightdm è QUESTA.
Altri pacchetti fondamentali sono:
Per installare tutto:
# aptitude install xfce4 xfce4-goodies xfce4-power-manager xfce4-volumed gnome-icon-themeIn alternativa, potremo partire dal solo metapacchetto xfce4 e quindi aggiungere quelle che ci interessano fra le dipendenze di xfce4-goodies.
xfce4-power-manager, il gestore energetico, non è dipendenza dei suddetti metapacchetti, ma è solo un "raccomandato" di xfce4-goodies.
Per beneficiare di tutta la leggerezza di questo DE, consiglierei altresì di evitare i programmi che richiedono tante dipendenze gnomesche. Ad esempio, potremo usare
- slim oppure lightdm (disponibile solo a partire da wheezy) come login manager, anziché gdm/gdm3
- evince-gtk, anziché evince, per i .pdf
- wicd come gestore reti, anziché il network-manager-gnome, necessario solo se usate connettervi con telefoni o chiavette
- aptitude come gestore pacchetti grafico (installato di default), anziché synaptic (se vorrete comunque quest'ultimo, non dimenticate di installare il pacchetto menu e magari anche xapian-index)
- parole oppure mplayer come player multimediale, anziché vlc o lo stesso totem
- deadbeef come player audio, disponibile QUI, anziché rhythmbox
- viewnior, anziché eog, per i files immagine (usate pure il .deb per Ubuntu)
- geany, eccezionale, ma leggerissimo editor di testi
È bene ricordare che gdm, gdm3 e lightdm sono preferibili se si usa il network-manager-gnome, per la solita vecchia questione dello sblocco del portachiavi.
Un'ulteriore possibilità, sempre valida (sempre se non si usa qualche programma che richiede l'accesso al portachiavi), è non installare alcun login manager e limitarsi a loggarsi come utente e quindi a lanciare "startx".
Utile guida per configurare lightdm è QUESTA.
Altri pacchetti fondamentali sono:
- eject, per l'espulsione delle memorie di massa
- menu (vedi poco sopra)
Enlightenment E17
Aggiungiamo i repos:
Se invece il nostro E17 è autonomo, sarà bene aggiungere anche
deb http://packages.enlightenment.org/debian squeeze main extrasovviamente, sostituendo squeeze con il nome del ramo di debian prescelto. Quindi, scarichiamo la chiave:
# wget http://packages.enlightenment.org/repo.key -O - | apt-key add - # aptitude updateQuindi, se intendiamo installare E17 accanto a Gnome, diamo
# aptitude install e17 emodule-places emodule-tclock emodule-calendar xarchiver gpicview shellementary epdfview lxappearancePer avere il network manager di Gnome (e credo anche quello di KDE, con le opportune modifiche) in avvio, dovremo aggiungere nella barra in basso la systray, andare nelle impostazioni di enlightenment ed aggiungere nm-applet tra le applicazioni di avvio.
Se invece il nostro E17 è autonomo, sarà bene aggiungere anche
- entrance (il login manager)
- xorg
- scite (un editor di testo)
- exalt-gui (il suo network manager)
- emodule-exalt
- gnome-icon-theme
- unrar
- notification-daemon
- libnotify-bin
- galculator (calcolatrice)
OpenBox
Questa volta si tratta di un windows manager, utilizzabile in alternativa a metacity o compiz ed avviabile con le modalità indicate sotto.
Tuttavia, se vogliamo godere a pieno i benefici della sua leggerezza e velocità, ci conviene utilizzarlo in modalità stand-alone: certo molto essenziale, ma veramente leggero e, in fin dei conti, funzionalissimo! Per installarlo
Può risultare prezioso anche obmenu, per editare il menu contestuale. Pur presente nei repos, consiglio però di utilizzare il pacchetto scaricato dal sito, contenente al suo interno il file python che lo avvia, poiché quello nei repos, oramai abbandonato, presuppone come dipendenza l'obsoleto python2.5.
È bene avvertire che, al primo avvio, ci comparirà uno sfondo (quello del GDM/GDM3) senza niente! Essendo, infatti, solo un gestore finestre, esso non dispone di niente di suo, per cui qualunque serve andrà caricata a mano.
Per imparare a conoscerlo, si deve sapere che i principali files di configurazione sono:
Per le notifiche a video per luminosità e volume, ma anche per i tastini fn per quest'ultimo, si raccomanda la seguente guida: Openbox: Notifiche-osd del Volume e la Luminosità.
NOTA BENE: VolumeIcon, a partire dalla versione 0.4 e a differenza di Volti, è in grado di gestire i tastini fn per il volume. Se dunque non siete interessati allo script segnalato nella summenzionata guida e se usate una versione precedente di VolumeIcon, dovrete aggiungere le seguenti scorciatoie da tastiera tramite obkey:
Ricordate comunque che, in ogni caso, consiglio di ricorrere ugualmente allo script per il volume, dal momento che esso ci consente di avere le notifiche a video.
Per ulteriori dettagli rimando a queste ottime guide:
Utili spunti possono essere desunti dalle Wiki di CrunchbangLinux ed in particolare da QUESTA.
Tuttavia, se vogliamo godere a pieno i benefici della sua leggerezza e velocità, ci conviene utilizzarlo in modalità stand-alone: certo molto essenziale, ma veramente leggero e, in fin dei conti, funzionalissimo! Per installarlo
# aptitude install openbox obconftenendo presente che obconf serve per configurarlo nei suoi aspetti pincipali.
Può risultare prezioso anche obmenu, per editare il menu contestuale. Pur presente nei repos, consiglio però di utilizzare il pacchetto scaricato dal sito, contenente al suo interno il file python che lo avvia, poiché quello nei repos, oramai abbandonato, presuppone come dipendenza l'obsoleto python2.5.
È bene avvertire che, al primo avvio, ci comparirà uno sfondo (quello del GDM/GDM3) senza niente! Essendo, infatti, solo un gestore finestre, esso non dispone di niente di suo, per cui qualunque serve andrà caricata a mano.
Per imparare a conoscerlo, si deve sapere che i principali files di configurazione sono:
- ~/.config/openbox/autostart.sh: con l'elenco dei programmi da caricare all'avvio
- ~/.config/openbox/rc.xml: le impostazioni del WM, editabile con obconf
- ~/.config/openbox/menu.xml: il menu contestuale, editabile tramite obmenu
- tint2: un pannello elegantissimo e leggerissimo; il suo file di configurazione è ~/.config/tint2/tint2rc, sul quale potete trovare info QUA
- tintwizard (ora integrato nella versione 0.11 di tint2, disponibile su Sid): interfaccia in python per configurare tint2, lanciabile direttamente dal file .py, che consiglierei di mettere in ~/.config/tint2/
- lxpanel: il pannello di lxde, alternativo a tint2, ma più "tradizionale"
- lxappearance: per configurare tema ed icone
- thunar, thunar-volman e thunar-archive-plugin: il file manager di Xfce (consiglio di installare i pacchetti con l'opzione -R)
- pcmanfm: il file manager di Lxde, per chi lo preferisca a Tunar
- xfce4-power-manager: il gestore energetico di Xfce, più leggero e per certi versi migliore del corrispettivo di Gnome
- xcompmgr: per abilitare il compositing
- obkey: per personalizzare la combinazioni da tastiera
- feh: per personalizzare lo sfondo (info QUA)
- fbxkb: applet per il layout della tastiera
- volti: applet per il volume
- VolumeIcon: un'altra applet per il volume, molto più leggera, ma si legga il NOTA BENE più sotto (ora disponibile nei repos ufficiali; se invece usate Squeeze, dovrete installare i seguenti: 32bit oppure 64bit)
- suckless-tools: utili e leggerissimi strumenti, anche se molto old-style!
tint2 & thunar --daemon & # nautilus --no-desktop --no-default-window & ##NAUTILUS SENZA GESTIONE DESKTOP # nautilus --no-default-window & ##NAUTILUS CON GESTIONE DESKTOP # pcmanfm --desktop & ##PCMANFM CON GESTIONE DESKTOP xfce4-power-manager & ##GESTORE ENERGETICO XFCE # gnome-power-manager & ##GESTORE ENERGETICO GNOME xscreensaver -no-splash & ##SALVASCHERMO E BLOCCO SCHERMO xcompmgr -r 4.2 & ##GESTORE COMPOSITING # avant-window-navigator --startup & ##AVANT WINDOWS NAVIGATOR eval `cat ~/.fehbg` & ##PER LO SFONDO PERSONALIZZATO nm-applet --sm-disable & ##NETWORK MANAGER DI GNOME bluetooth-applet & ##APPLET BLUETOOTH DI GNOME volumeicon & # volti & ##ALTERNATIVO A VOLUMEICON kupfer --no-splash & setxkbmap -option grp:switch,grp:alt_shift_toggle,lv3:ralt_switch,terminate:ctrl_alt_bksp it,de,gr & (sleep 1s && fbxkb) &Si notino le fondamentali "&": se ne mancherà una... OpenBox non si avvierà bene!
Per le notifiche a video per luminosità e volume, ma anche per i tastini fn per quest'ultimo, si raccomanda la seguente guida: Openbox: Notifiche-osd del Volume e la Luminosità.
NOTA BENE: VolumeIcon, a partire dalla versione 0.4 e a differenza di Volti, è in grado di gestire i tastini fn per il volume. Se dunque non siete interessati allo script segnalato nella summenzionata guida e se usate una versione precedente di VolumeIcon, dovrete aggiungere le seguenti scorciatoie da tastiera tramite obkey:
- amixer -c 0 sset Master 3+ unmute cap: per aumentare il volume
- amixer -c 0 sset Master 3- unmute cap: per diminuire il volume
- amixer -c 0 sset Master toggle: tastino "mute"
Ricordate comunque che, in ogni caso, consiglio di ricorrere ugualmente allo script per il volume, dal momento che esso ci consente di avere le notifiche a video.
Per ulteriori dettagli rimando a queste ottime guide:
Utili spunti possono essere desunti dalle Wiki di CrunchbangLinux ed in particolare da QUESTA.
Lxde
Si tratta di un DE, che usa OpenBox come windows manager e PcManFm come file manager. Si consiglia dunque di leggere attentamente anche la sezione precedente, in parte sovrapponibile a questa.
È da tenere sotto controllo, poiché, secondo me, ha grandi prospettive.
Ad ogni modo, suggerisco di installare almeno:
Per la configurazione, molto semplice, si deve sapere che i programmi avviati automaticamente a livello di sistema sono elencati nel file /etc/xdg/lxsession/LXDE/autostart. Il mio, con alcune aggiunte, suona così (si notino le necessarie @):
Si sappia inoltre che il file di configurazione principale di LXDE è ~/.config/openbox/lxde-rc.xml. Ivi, tanto per capirci, scrivono obconf e lo stesso obkey, utilizzabile anche su lxde, ma ricordandosi di lanciarlo con il comando
Infine, una stranezza è che, su Lxde, OpenOffice va a crearsi un profilo in ~/.config, trascurando quello della home, usato dagli eventuali altri DE. Se quindi avete un profilo personalizzato di OpenOffice, vi consiglio di dare
È da tenere sotto controllo, poiché, secondo me, ha grandi prospettive.
# aptitude install lxdeIl metapacchetto lxde installa tutto quanto, ma, se si desidera un'installazione selettiva, si può procedere con lxde-core e con una scelta fra le dipendenze di lxde. Consiglierei comunque un'installazione minimale solo a chi usa anche un DE come Gnome o KDE.
Ad ogni modo, suggerisco di installare almeno:
- lxappearance: descritto nella sezione su OB
- lxde-icon-theme: tema di icone
- lxinput: programma per configurare le impostazioni di tastiera e mouse per LXDE
- lxrandr: per configurare la risoluzione del monitor
- lxsession-edit: per gestire, al livello utente, i programmi da avviare allo startup
- lxterminal: il terminale, che uso anche su gnome ;)
- obconf: descritto nella sezione di OB
- Gestione energetica: io uso quella di Xfce, ma anche quella di Gnome andrebbe bene
- Network Manager: quello di Gnome funziona egregiamente, ma va benissimo anche Wicd
- Login Manager: si può comunque usare quello che si ha (ad es., gdm, gdm3 o kdm), ma, nel caso di un'installazione standalone, si può ricorrere a slim o, a partire da wheezy, a LightDM
Per la configurazione, molto semplice, si deve sapere che i programmi avviati automaticamente a livello di sistema sono elencati nel file /etc/xdg/lxsession/LXDE/autostart. Il mio, con alcune aggiunte, suona così (si notino le necessarie @):
@xscreensaver -no-splash @lxpanel --profile LXDE @pcmanfm --desktop --profile LXDE @/usr/lib/policykit-1-gnome/polkit-gnome-authentication-agent-1 @setxkbmap -option grp:switch,grp:alt_shift_toggle,lv3:ralt_switch,terminate:ctrl_alt_bksp it,de,gr @xcompmgr -r 4.2 @kupfer --no-splashSi noti la voce per kupfer: ho preferito disabilitarlo da lxsession-edit ed aggiungerlo qui per poter usufruire dell'opzione --no-splash.
Si sappia inoltre che il file di configurazione principale di LXDE è ~/.config/openbox/lxde-rc.xml. Ivi, tanto per capirci, scrivono obconf e lo stesso obkey, utilizzabile anche su lxde, ma ricordandosi di lanciarlo con il comando
$ cd /percorso_contenente_obkey $ ./obkey ~/.config/openbox/lxde-rc.xmlPer le notifiche a video per luminosità e volume, ma anche per i tastini fn per quest'ultimo, si raccomanda la seguente guida: Openbox: Notifiche-osd del Volume e la Luminosità.
Infine, una stranezza è che, su Lxde, OpenOffice va a crearsi un profilo in ~/.config, trascurando quello della home, usato dagli eventuali altri DE. Se quindi avete un profilo personalizzato di OpenOffice, vi consiglio di dare
$ ln -s ~/.openoffice.org ~/.config/.openoffice.orgprima ancora di avviare il programma.
FluxBox
Ancora più facile la configurazione di quest'altro Window Manager. Per installarlo:
Entrati nel WM, ci converrà guardare un paio di file:
Qualche guida generale, anche se talvolta vecchiotta:
# aptitude install fluxboxA questo punto, possiamo riavviare X e selezionarlo come da prassi.
Entrati nel WM, ci converrà guardare un paio di file:
- ~/.fluxbox/startup, con i programmi in autoavvio
- ~/.fluxbox/keys, con le scorciatoie da tastiera
- Mod1 = il tasto Alt
- Mod4 = il tasto 'windows'
Qualche guida generale, anche se talvolta vecchiotta:
pekWM
L'amico Valantin, che ringrazio, mi ha suggerito di aggiungere un capitolo su questo elegante WM. Non avendolo mai provato personalmente, riproduco più o meno le sue parole.
Per installarlo
Per installarlo
# aptitude install pekwmma si suggeriscono anche i già noti:
- tint2
- thunar
- nitrogen oppure feh
- ~/.pekwm/menu: menu contestuale
- ~/.pekwm/mouse: azioni del mouse
- ~/.pekwm/start: programmi in autostart
- ~/.pekwm/config: configurazioni generali di pekwm
- ~/.pekwm/vars: variabili da usare nei vari file, ad esempio $TERM per assegnare il comando per l'emulatore di terminale
- ~/.pekwm/autoproprieties: proprietà automatiche del WM
- ~/.pekwm/keys: scorciatoie da tastiera
Gli eeepc-acpi-scripts
Gli eeepc-acpi-scripts servono a gestire tutti i tastini funzione dei nostri eeepc. Come funzionano? Semplice: funzionano e basta!
Tuttavia, non sarebbe male imparare a conoscerli, leggendo la documentazione presente in:
Qui suggerisco alcune modifiche ad /etc/default/eeepc-acpi-scripts.
a) Per far sì che i tasti per il volume aumentino e diminuiscano lo step del volume stesso in modo minore:
Tuttavia, non sarebbe male imparare a conoscerli, leggendo la documentazione presente in:
- /usr/share/doc/eeepc-acpi-script/README.Debian
- /usr/share/doc/eeepc-acpi-script/NEWS.Debian.gz
- /usr/share/doc/eeepc-acpi-script/examples/eeepc-acpi-scripts.default.gz
Qui suggerisco alcune modifiche ad /etc/default/eeepc-acpi-scripts.
a) Per far sì che i tasti per il volume aumentino e diminuiscano lo step del volume stesso in modo minore:
SOUND_VOLUME_STEP=1b) Affinché il tastino "mute" funzioni correttamente (NON PIÙ NECESSARIO DALLA V. 1.1.11):
FnF_MUTE='NONE' FnF_VOLUMEDOWN='NONE' FnF_VOLUMEUP='NONE'Si tenga presente che, nel caso di un successivo aggiornamento degli scripts, durante l'installazione il sistema chiederà se mantenere le modifiche o sovrascrivere il file /etc/default/eeepc-acpi-scripts con quello nuovo: io ho sempre scelto di sovrascriverlo, per poter vedere chiaramente le novità.
Gestione dello SHE
Lo SHE (Super Hybrid Engine), ovvero la tecnologia sviluppata dalla Asus per la gestione energetica degli EeePc, è oramai da tempo riconosciuto nativamente nei modelli il cui bios lo consente e, grazie agli eeepc-acpi-scripts, funzionerà il corrispondente tasto funzione per modificare i presets (in genere, fn+space).
Non sarà quindi necessario ricorrere a programmi di terze parti, noti agli utilizzatori di distro derivate (es. Ubuntu), quali Eee-Control e Jupiter: questi potrebbero anche funzionare, ma non ne posso consigliare l'uso.
Il funzionamento dello SHE è semplicissimo: premendo i tasti che lo gestiscono, passeremo successivamente nelle modalità Performance, Normal, Powersave ed Automatic, quest'ultimo impostandosi a seconda del tipo di alimentazione; nei modelli con Celeron, invece, avremo a disposizione solo le modalità Normal, Powersave ed Automatic.
Ad ogni modo, la pressione dei tasti per lo SHE va a scrivere su due files:
NOTA BENE: Sul 701 (e solo su questo modello!) bisognerà modificare il file /etc/default/eeepc-acpi-scripts. Cerchiamo dunque la stringa (di solito è l'ultima)
Inoltre, per associarlo ad una combinazione di tasti (fn+f6), sui modelli che non ne hanno una dedicata, come il 701 ed il 900, suggerisco anche di modificare il suddetto file nel corrispondente punto:
Non sarà quindi necessario ricorrere a programmi di terze parti, noti agli utilizzatori di distro derivate (es. Ubuntu), quali Eee-Control e Jupiter: questi potrebbero anche funzionare, ma non ne posso consigliare l'uso.
Il funzionamento dello SHE è semplicissimo: premendo i tasti che lo gestiscono, passeremo successivamente nelle modalità Performance, Normal, Powersave ed Automatic, quest'ultimo impostandosi a seconda del tipo di alimentazione; nei modelli con Celeron, invece, avremo a disposizione solo le modalità Normal, Powersave ed Automatic.
Ad ogni modo, la pressione dei tasti per lo SHE va a scrivere su due files:
- /sys/devices/platform/eeepc/cpufv, in cui viene impostata la frequenza del processore (i valori negli Atom sono: 0x300 = Performance; 0x301 = Normal; 0x302 = Powersave)
- /var/lib/eeepc-acpi-scripts/cpufv, in cui si imposta lo stato (Manual, Auto)
- abilitarle in /etc/default/eeepc-acpi-scripts, mettendo 'yes' al posto di 'no' nella riga ENABLE_OSD='no'
- installare aosd-cat (per le versioni anteriori alla 1.1.11)
- a partire dalla v. 1.1.11, anziché aosd-cat, installare libnotify-bin e notification-daemon
NOTA BENE: Sul 701 (e solo su questo modello!) bisognerà modificare il file /etc/default/eeepc-acpi-scripts. Cerchiamo dunque la stringa (di solito è l'ultima)
#SHENGINE_FORCE_ENABLE=0e modifichiamola in
SHENGINE_FORCE_ENABLE=1decommentandola e modificando "0" con "1".
Inoltre, per associarlo ad una combinazione di tasti (fn+f6), sui modelli che non ne hanno una dedicata, come il 701 ed il 900, suggerisco anche di modificare il suddetto file nel corrispondente punto:
FnF_TASKMGR='handle_shengine'
Eventuali successive ottimizzazioni
Aggiustare la connessione di rete
Al primo accesso al sistema, la scheda di rete non sarà riconosciuta, per un noto problema del Network Manager, che tende a sovrascrivere le impostazioni di sistema createsi durante l'installazione. La soluzione è semplice
# nano /etc/network/interfacese commentate tutte le righe con una # all'inizio, di modo che le uniche righe 'buone' restino
auto lo iface lo inet loopbackRiavviando, tutto si risolverà!
Installare il firmware di schede wireless non supportate nativamente dal kernel
Non posseggo EeePc con questo genere di problemi e dunque mi limito a fornire alcune rapide indicazioni sulla base di quanto ho appreso tramite amici. Per ulteriori informazioni, rimando naturalmente alle Wiki di Debian.
In ogni caso, per conoscere la propria scheda wireless, si dovrà spulciare l'output del seguente comando:
In ogni caso, per conoscere la propria scheda wireless, si dovrà spulciare l'output del seguente comando:
$ lspciIndividuata la scheda, potremo finalmente installare il firmware necessario.
Schede Ralink
Se si possiede una scheda Ralink:
# aptitude install firmware-ralink
Schede Broadcom 4313, 43224, 43225
Queste schede sono montate su modelli piuttosto recenti quali ad esempio il 1015PEM. In questi casi, si risolve con:# aptitude install firmware-brcm80211 wireless-tools # modprobe -r brcm80211 ; modprobe brcm80211
Migliorare la resa dei caratteri
Inserisco qua anche un tip importante per migliorare la resa dei caratteri su Debian, già discusso anche nelle seguenti guide:
A partire da Wheezy, le cose sono cambiate, ma intanto vi consiglio di dare il seguente comando
Se avete Squeeze, ovvero se la vostra versione installata è ferma alla 1.8.10-6, potete tranquillamente installare uno di questi due pacchetti, gentilmente offerti dall'amico Hadret, in base all'architettura del vostro sistema:
A partire invece dalla versione 1.10.2, finalmente i problemi sono finiti.
Se non siete soddisfatti, potete forzare l'antialiasing, creando i seguenti files nascosti nella vostra home:
Infine, in fondo a .gtkrc-2.0, aggiungete:
Quindi, riavviate X: noterete subito la differenza!
È chiaro che in tutti questi files potete cambiare le impostazioni a vostro piacimento.
- Hadret's PPA: il repository per il Debianista che non deve chiedere mai
- Arrivare dove nessun font è mai giunto prima...
A partire da Wheezy, le cose sono cambiate, ma intanto vi consiglio di dare il seguente comando
$ aptitude show libcairo2 | grep Versionper conoscere la versione del pacchetto da voi installato.
Se avete Squeeze, ovvero se la vostra versione installata è ferma alla 1.8.10-6, potete tranquillamente installare uno di questi due pacchetti, gentilmente offerti dall'amico Hadret, in base all'architettura del vostro sistema:
A partire invece dalla versione 1.10.2, finalmente i problemi sono finiti.
Se non siete soddisfatti, potete forzare l'antialiasing, creando i seguenti files nascosti nella vostra home:
- Xresources + .Xdefaults:
! Xft settings -------------------------------------------------------------- Xft.dpi: 92.0 ## Potete provare anche numeri superiori (es. 96), in base ai vostri gusti Xft.antialias: true Xft.hinting: true Xft.hintstyle: hintfull ## Alternative: hintslight, hintmedium Xft.rgba: rgb Xft.lcdfilter: lcddefault
- .gtkrc-2.0.mine:
gtk-xft-dpi = 92.0 gtk-xft-antialias = 1 gtk-xft-hinting = 1 gtk-xft-hintstyle = hintfull gtk-xft-rgba = rgb gtk-xft-lcdfilter = lcddefault
- .fonts.conf:
<?xml version="1.0"?> <!DOCTYPE fontconfig SYSTEM "fonts.dtd"> <fontconfig> <match target="pattern"> <edit name="dpi" mode="assign">92</edit> </match> <match target="font"> <edit mode="assign" name="antialias" > <bool>true</bool> </edit> </match> <match target="font"> <edit mode="assign" name="hinting" > <bool>true</bool> </edit> </match> <match target="font"> <edit mode="assign" name="hintstyle" > <const>hintfull</const> </edit> </match> <match target="font"> <edit mode="assign" name="rgba" > <const>rgb</const> </edit> </match> <match target="font"> <edit mode="assign" name="lcdfilter"> <const>lcddefault</const> </edit> </match> </fontconfig>
Infine, in fondo a .gtkrc-2.0, aggiungete:
include ".gtkrc-2.0.mine"
Quindi, riavviate X: noterete subito la differenza!
È chiaro che in tutti questi files potete cambiare le impostazioni a vostro piacimento.
Rimuovere il journaling o ridurre le scritture su dischi SSD
È noto che i dischi SSD, di cui sono forniti i modelli più antichi di eeepc, sono soggetti ad un numero relativamente ridotto di scritture. Per allungarne la vita, si consiglia di effettuare le seguenti ottimizzazioni, in base al file system prescelto (ext3 o ext4).
Si potrebbe anche utilizzare ext2, che, privo del cosiddetto journaling, è esente dai problemi degli altri due file systems, ma francamente sconsiglio di ricorrere ad esso.
Si potrebbe anche utilizzare ext2, che, privo del cosiddetto journaling, è esente dai problemi degli altri due file systems, ma francamente sconsiglio di ricorrere ad esso.
File system ext3
Con questo file system, rimuovere il journaling è più difficile. Noi ci limiteremo a ridurre le scritture.
Editiamo dunque lo /etc/fstab, sostituendo, per ciascun disco (o partizione) la voce relatime con noatime (se non vi è nulla, aggiungiamo pure questa opzione), in modo che diventi più o meno così
Editiamo dunque lo /etc/fstab, sostituendo, per ciascun disco (o partizione) la voce relatime con noatime (se non vi è nulla, aggiungiamo pure questa opzione), in modo che diventi più o meno così
#Entry for /dev/hda4 /dev/hda4 / ext3 defaults,noatime 0 0Aggiungiamo inoltre alla fine queste righe
tmpfs /tmp tmpfs defaults,noatime,mode=1777 0 0 tmpfs /var/tmp tmpfs defaults,noatime,mode=1777 0 0 tmpfs /var/log tmpfs defaults,noatime,mode=0755 0 0Al riavvio, le modifiche diventeranno operative.
File system ext4
È un'operazione molto semplice. Per prima cosa, aggiungiamo il parametro rootfstype=ext4 elevator=noop in /etc/default/grub, in modo tale che la seguente riga diventi più o meno così:
Per ulteriori ragguagli, rimando comunque a questa ottima GUIDA.
GRUB_CMDLINE_LINUX_DEFAULT="quiet rootfstype=ext4 elevator=noop"e diamo quindi il seguente comando:
# update-grubInfine, da un live cd qualunque, togliamo il journaling da ciascuno dei mounts point con il seguente comando:
sudo tune2fs -O ^has_journal /dev/sdXNsostituendo ovviamente /dev/sdXN con il nome delle partizioni/dischi, che, ricordo, potranno essere individuate con un fdisk -l dato da root.
Per ulteriori ragguagli, rimando comunque a questa ottima GUIDA.
Ottimizzazioni per l'uso a batteria
a) Per evitare che il sistema imposti la luminosità dello schermo al massimo quando passate da batteria a corrente, apriamo l'editor di configurazione di gnome, seguiamo il percorso /apps/gnome-power-manager/backlight/enable
e togliamo il segno di spunta.
b) È opportuno personalizzare i valori per il riconoscimento del livello critico della batteria e le conseguenti azioni da compiere, in quanto quelli di default, sono piuttosto bassi e potrebbero non risultare sufficienti. Apriamo dunque l'editor di configurazione di gnome e portiamoci nel percorso /apps/gnome-power-manager/thresholds e modifichiamo i valori a nostro piacimento. Nel mio 1000he li ho impostati in questo modo:
e togliamo il segno di spunta.
b) È opportuno personalizzare i valori per il riconoscimento del livello critico della batteria e le conseguenti azioni da compiere, in quanto quelli di default, sono piuttosto bassi e potrebbero non risultare sufficienti. Apriamo dunque l'editor di configurazione di gnome e portiamoci nel percorso /apps/gnome-power-manager/thresholds e modifichiamo i valori a nostro piacimento. Nel mio 1000he li ho impostati in questo modo:
percentage_action = 5 percentage_critical = 10 percentage_low = 20Di conseguenza, portiamoci su /apps/gnome-power-manager/general e togliamo il segno di spunta dalla voce use_time_for_policy, in modo che le "azioni" verranno eseguite tenendo conto non del tempo residuo stimato, bensì in funzione della percentuale di carica della nostra batteria.
Fancontrol
Il fancontrol è un demone che serve a regolare la velocità della ventola in base alla temperatura del pc. Se ben configurato, i nostri pc saranno molto meno rumorosi e la batteria, meno utilizzata, potrà durare di più.
NOTA BENE: Prima ancora di iniziare l'esposizione di questa sezione, avverto che, sui processori più recenti, la ventola potrebbe non essere adeguatamente riconosciuta e, di conseguenza, il fancontrol potrebbe non funzionare. È questione di kernel e quindi un kernel più recente potrebbe risolvere il problema, ma c'è da dire che il problema non è gravissimo, visto che i nuovi EeePc sono veramente silenziosissimi.
Procediamo dunque con l'installazione dei pacchetti necessarii
Ho notato che spesso questo script non funziona, soprattutto se il computer è freddo: lasciamolo quindi riscaldare per benino e rilanciamo lo script finché non parte la configurazione guidata.
A titolo di esempio, questo è il contenuto del file /etc/fancontrol del mio 1000he:
Per comprendere il significato dei suddetti valori, si consiglia la lettura del manuale:
NOTA BENE: con gli aggiornamenti del pacchetto fancontrol, spesso il file di configurazione /etc/fancontrol può diventare obsoleto e, di conseguenza, la gestione della ventola smette di funzionare correttamente. Per verificarlo, basterà dare il "# fancontrol" e controllare l'output. Se si verifica questa eventualità, si dovrà procedere a riconfigurare il sistema come sopra descritto.
NOTA BENE: Prima ancora di iniziare l'esposizione di questa sezione, avverto che, sui processori più recenti, la ventola potrebbe non essere adeguatamente riconosciuta e, di conseguenza, il fancontrol potrebbe non funzionare. È questione di kernel e quindi un kernel più recente potrebbe risolvere il problema, ma c'è da dire che il problema non è gravissimo, visto che i nuovi EeePc sono veramente silenziosissimi.
Procediamo dunque con l'installazione dei pacchetti necessarii
# aptitude install lm-sensors fancontrol sensors-applete riavviamo. Quindi, avviamo lo script per la configurazione del fancontrol:
# pwmconfige seguiamo le istruzioni in linea, che ci consentiranno di crearci il file di configurazione /etc/fancontrol.
Ho notato che spesso questo script non funziona, soprattutto se il computer è freddo: lasciamolo quindi riscaldare per benino e rilanciamo lo script finché non parte la configurazione guidata.
A titolo di esempio, questo è il contenuto del file /etc/fancontrol del mio 1000he:
# Configuration file generated by pwmconfig, changes will be lost INTERVAL=10 DEVPATH=hwmon0= hwmon1=devices/platform/eeepc DEVNAME=hwmon0=acpitz hwmon1=eeepc FCTEMPS= hwmon1/pwm1=hwmon0/temp1_input FCFANS= hwmon1/pwm1=hwmon1/fan1_input MINTEMP= hwmon1/pwm1=54 MAXTEMP= hwmon1/pwm1=70 MINSTART= hwmon1/pwm1=150 MINSTOP= hwmon1/pwm1=20 MINPWM=hwmon1/pwm1=0 MAXPWM=hwmon1/pwm1=255Si noterà che ho impostato il sistema per avviare la ventola a 54°. Sentitevi liberi di cambiare i valori in base alle vostre preferenze.
Per comprendere il significato dei suddetti valori, si consiglia la lettura del manuale:
$ man fancontrolFatto ciò, testiamo il funzionamento della ventola con
# fancontrolSe tutto va a dovere, potremo avviare il demone (funzionerà automaticamente in tutti i successivi riavvii) con
# invoke-rc.d fancontrol startHo notato che, al ritorno dall'ibernazione, il fancontrol, seppur nominalmente attivo, non funziona più. La soluzione consiste nello stoppare e riavviare il processo:
# invoke-rc.d fancontrol stop # invoke-rc.d fancontrol start
NOTA BENE: con gli aggiornamenti del pacchetto fancontrol, spesso il file di configurazione /etc/fancontrol può diventare obsoleto e, di conseguenza, la gestione della ventola smette di funzionare correttamente. Per verificarlo, basterà dare il "# fancontrol" e controllare l'output. Se si verifica questa eventualità, si dovrà procedere a riconfigurare il sistema come sopra descritto.
Gestione della Webcam
Come è noto, già da un pezzo, per volontà superiori, si è deciso di mantenere la webcam abilitata di default. Poiché normalmente nessuno la usa per tutto il tempo di accensione della macchina, è cosa buona e giusta usare i tastini dedicati per spegnerla, quando disponibili: sul 1000he, ad esempio, il terzo tastino argentato da sinistra serve proprio a questo scopo.
Tuttavia, è possibile, in un modo semplicissimo, far sì che la webcam sia spenta all'avvio del pc; se necessario, si potranno utilizzare i tastini per riaccenderla. Ecco come procedere:
Tuttavia, è possibile, in un modo semplicissimo, far sì che la webcam sia spenta all'avvio del pc; se necessario, si potranno utilizzare i tastini per riaccenderla. Ecco come procedere:
# gedit /etc/rc.locale aggiungere prima di "exit 0":
# Spegni la Webcam di default modprobe -r uvcvideo echo 0 > /sys/devices/platform/eeepc/cameraAddirittura, possiamo anche abilitare l'autosospensione USB della WebCam, per risparmiare ulteriore energia.
# gedit /etc/udev/rules.d/75-usb-webcam.rulese copiare il seguente testo:
# Autosuspend USB WebCam
SUBSYSTEM=="usb", ATTR{bInterfaceClass}=="0e", ATTR{../power/level}="auto"Abilitazione dei taps della Touchpad tramite Xorg
Questa operazione è particolarmente consigliata soprattutto per chi dispone di una touchpad Elantech, perché
In primo luogo, accendiamo il pc in recovery mode ovvero stoppiamo il gdm e logghiamoci come root.
Quindi, da root:
Per ulteriori opzioni, si consulti QUA.
- abilita il tap anche a livello del Login Manager (comodissimo)
- abilita il tap anche nei DE che, a differenza di Gnome, non dispongono di un sistema di configurazione dei clic
$ egrep -i 'synap|alps|etps' /proc/bus/input/devicesQuindi
# nano /etc/X11/xorg.confe vi copiamo il seguente testo
Section "InputDevice" Identifier "touchpad" Driver "synaptics" Option "AutoServerLayout" "on" Option "TapButton1" "1" Option "TapButton2" "2" Option "TapButton3" "3" Option "HorizTwoFingerScroll" "1" Option "MinSpeed" "0.5" Option "MaxSpeed" "1.0" Option "AccelFactor" "0.075" EndSectionIn alternativa, possiamo anche crearci uno Xorg completo. Come procedere? Semplicissimo!
In primo luogo, accendiamo il pc in recovery mode ovvero stoppiamo il gdm e logghiamoci come root.
Quindi, da root:
# Xorg -configureAlla fine, nella home di root si sarà creato un file, che modificheremo opportunamente:
# nano xorg.conf.newaggiungendo in fondo le righe sopra riportate. Infine
# cp /root/xorg.conf.new /etc/X11/xorg.confe riavviamo!
Per ulteriori opzioni, si consulti QUA.
Optional
Connessione tramite cellulari o chiavette usb
Installiamo i seguenti pacchetti
Le nostre chiavette o il nostro cellulare dovrebbero essere riconosciute automaticamente. Altrimenti, dopo aver collegato la chiavetta o il cellulare, diamo il seguente comando
# aptitude install usb-modeswitch modemmanager mobile-broadband-provider-infoe riavviamo.
Le nostre chiavette o il nostro cellulare dovrebbero essere riconosciute automaticamente. Altrimenti, dopo aver collegato la chiavetta o il cellulare, diamo il seguente comando
$ lsusbSe dall'output non riconosciamo la nostra chiavetta, significa che il kernel non la vede e che quindi c'è poco da fare; se invece viene riconosciuta, siamo di fronte ad un limite del network manager o dei suddetti programmi. In quest'ultimo caso, sarà comunque possibile configurare la propria connessione a mano tramite files di configurazione: non sarà difficile trovare su internet guide specifiche.
Mettere la cache di Firefox/Iceweasel in ram
È un'operazione che consente di rendere più scattante il programma in questione. Sarà bene applicare questa modifica se si dispone di una congrua quantità di ram.
Comunque, si deve editare il file /etc/fstab ed aggiungere (se non già presente) una riga simile a questa:
Quindi, apriamo il programma e scriviamo nella barra degli indirizzi about:config e diamo invio. Nella schermata che comparirà, aggiungiamo una nuova stringa, che chiameremo
Comunque, si deve editare il file /etc/fstab ed aggiungere (se non già presente) una riga simile a questa:
tmpfs /tmp tmpfs defaults,noatime,mode=1777 0 0oppure a questa
tmpfs /tmp tmpfs defaults,noatime,size=500m,mode=1777 0 0Il parametro size=500m serve a limitare a 500 mb la porzione di ram da dedicare a /tmp: senza di esso, sarà dedicato ad essa il 50% della ram.
Quindi, apriamo il programma e scriviamo nella barra degli indirizzi about:config e diamo invio. Nella schermata che comparirà, aggiungiamo una nuova stringa, che chiameremo
browser.cache.disk.parent_directorye, come parametro di questa stringa, inseriremo
/tmp/mozillao altro nome preferito. Ad ogni riavvio Iceweasel creerà la cartella /tmp/mozilla/chache, montata sulla ram.
Scrittura su dischi o partizioni NTFS
Per poter scrivere su dischi e/o partizioni ntfs, sarà necessario installare i drivers ntfs-3g e il programma ntfs-config, quest'ultimo comodissima interfaccia per creare in modo molto semplice mount points in /etc/fstab per partizioni in ntfs.
Sarebbe anche opportuno aggiungere l'utente ai gruppi fuse e plugdev.
Sarebbe anche opportuno aggiungere l'utente ai gruppi fuse e plugdev.
Impostare un Windows Manager per Gnome
Il windows manager (WM) predefinito di Gnome è, attualmente, metacity, ed io uso e consiglio proprio questo.
Per abilitarvi il compositing o si modifica una chiave del gconf con questo semplice comando:
Per utilizzare un altro WM, ad esempio il famigerato compiz, esistono almeno tre metodi.
Il primo consiste nel modificare una stringa nell'editor di configurazione. Lo si fa facilmente con un comando simile a questo (in questo e negli esempi seguenti si usa compiz; ovviamente, voi potrete sostituirlo con il vostro WM preferito):
Per abilitarvi il compositing o si modifica una chiave del gconf con questo semplice comando:
$ gconftool-2 --type bool --set /apps/metacity/general/compositing_manager trueoppure, se vogliamo un sistema ancora più leggero, possiamo installare xcompmgr e porre fra la applicazioni di avvio il comando xcompmgr -r 4.2 (con quest'opzione avremo un compositing molto essenziale, ma con uno spreco di risorse del tutto insignificante; per qualche effetto in più, si può usare xcompmgr -cC, ma suggerirei di ricorrere al manuale per conoscere le varie opzioni disponibili).
Per utilizzare un altro WM, ad esempio il famigerato compiz, esistono almeno tre metodi.
Il primo consiste nel modificare una stringa nell'editor di configurazione. Lo si fa facilmente con un comando simile a questo (in questo e negli esempi seguenti si usa compiz; ovviamente, voi potrete sostituirlo con il vostro WM preferito):
$ gconftool-2 --type string --set /desktop/gnome/session/required_components/windowmanager compizPer ripristinare il WM di default, ovvero metacity:
$ gconftool-2 --type string --set /desktop/gnome/session/required_components/windowmanager gnome-wmIl secondo consiste nel crearsi, nella propria home, un file .gnomerc contenente qualcosa come
export WINDOW_MANAGER=/usr/bin/compizUn metodo semplice semplice per crearsi questo file è dare il seguente comando:
$ echo "export WINDOW_MANAGER=/usr/bin/compiz" >> ~/.gnomercPurtroppo, non sempre questi metodi funzionano, per motivi mai del tutto chiariti, e, al riavvio di X, spesso ci si ritrova semplicemente senza WM. In tal caso, saremo costretti a ricorrere al terzo e, a mio parere, peggiore metodo, consistente nell'aggiungere una voce in autoavvio (Sistema > Preferenze > Applicazioni di Avvio) con un comando simile a compiz --replace.
Compiz
Se proprio interessati al compiz, installate:
Per provare al volo le configurazioni, consiglio caldamente di utilizzare la fusion-icon.
# aptitude install compiz compizconfig-settings-manager compizconfig-backend-gconf compiz-fusion-plugins-extra compiz-fusion-plugins-main fusion-iconDovrete quindi a configurare il compiz tramite il CCSM: ci si deve perdere un po' di tempo, in quanto non c'è nulla di preconfigurato, neanche le decorazioni delle finestre.
Per provare al volo le configurazioni, consiglio caldamente di utilizzare la fusion-icon.
Repository debian-multimedia
Aggiungiamo il repository per la roba multimediale, soprattutto codecs:
# nano /etc/apt/sources.listed aggiungiamo in fondo
# Debian Multimedia deb http://www.debian-multimedia.org squeeze main non-freeSostituite squeeze con wheezy o testing o sid, in base al ramo da voi scelto. Quindi, scarichiamo ed installiamo la chiave di sicurezza con
# aptitude update && aptitude install debian-multimedia-keyring # aptitude install w32codecs gstreamer0.10-pitfdll flashplugin-nonfree libdvdcss2Per aggiornare il flash, converrà dare, di tanto in tanto, il comando
# update-flashplugin-nonfree --installoppure, se si vogliono avere più informazioni,
# update-flashplugin-nonfree --install --verbose
Wine
Per avere le versioni più recenti di wine, si consulti questo link.
Esiste anche un vecchio repository, purtroppo, a quanto pare, non più aggiornato:
Attualmente, nei repos ufficiali di debian esistono i seguenti pacchetti:
Esiste anche un vecchio repository, purtroppo, a quanto pare, non più aggiornato:
deb http://www.lamaresh.net/apt RAMO_DEBIAN main #Winecon chiave di sicurezza:
$ su - # wget -O - http://www.lamaresh.net/apt/key.gpg | apt-key add -
Attualmente, nei repos ufficiali di debian esistono i seguenti pacchetti:
Skype
Basta scaricare ed installare il giusto deb prelevato dal SITO.
In alternativa, potete aggiungere al sources.list il seguente repository
Può risultare utile anche leggere la wiki ufficiale.
In alternativa, potete aggiungere al sources.list il seguente repository
deb http://download.skype.com/linux/repos/debian/ stable non-free #SkypeMa ricordate che questo repository non è molto aggiornato e che comunque vale solo per i sistemi a 32 bit.
Può risultare utile anche leggere la wiki ufficiale.
Amministrazione
Downgrade dei pacchetti per chi usa Sid
Sid è il ramo più aggiornato nel mondo Debian, ma talvolta può capitare che vi entri qualche pacchetto con gravi o gravissimi bugs, tali da arrecare un certo nocumento al sistema.
In tali casi, sarà utile, se non proprio necessario, retrocedere i pacchetti incriminati ad una versione precedente e sicuramente funzionante. Abbiamo a disposizione due possibilità:
In tali casi, sarà utile, se non proprio necessario, retrocedere i pacchetti incriminati ad una versione precedente e sicuramente funzionante. Abbiamo a disposizione due possibilità:
- Retrocedere alla versione della Testing
- Prelevare un precedente pacchetto dal repo snapshot.debian.org
deb http://ftp.it.debian.org/debian/ testing main contrib non-freePer installare il pacchetto che ci serve, si deve dare:
# apt-get install nome_pacchetto/testingoppure
# apt-get -t testing install nome_pacchetto
Dulcis in fundo
Alla fine di questa lunga maratona, il passo conclusivo sarà aprire il proprio browser preferito e memorizzare fra i proprii bookmarks i seguenti eccellenti links:
Una vera miniera di informazioni, pur con i debiti adattamenti, sono anche le Wiki di ArchLinux.
- Manuale Debian (disponibile in locale QUI [copiate il link a mano sulla barra degli indirizzi])
- Debian Wiki
- Guide@Debianizzati.Org
Una vera miniera di informazioni, pur con i debiti adattamenti, sono anche le Wiki di ArchLinux.
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by Doc, last modified 09 September 2011
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