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martedì 31 agosto 2010

Guida all'installazione di Debian su EeePc

Quante volte avete desiderato installare la madre di tutte le distro linux, ma avete poi abbandonato l'impresa per paura di imbarcarvi in qualcosa più grande di voi?

Con questa guida, potrete finalmente riuscirci ed anzi, alla fine, vi accorgerete che le vostre 'paure' erano del tutto ingiustificate e che anzi installare Debian è molto più facile di quanto si pensi!



Fondata in ultima analisi sulle wiki ufficiali, questa guida è stata testata con pieno successo su più modelli e da tanti amici, ma, paradossalmente, non dal sottoscritto, che a suo tempo ha utilizzato l'installer basato su Lenny, che presentava problemi del tutto diversi e, aggiungo, un po' più complessi.

Non sarò comunque considerato responsabile di qualsiasi danno ai vostri pc.



Quindi, buona lettura e buona Debian!


Prolegomena

Media di installazione

Fra le tante modalità di installazione disponibile, ho programmaticamente scelto la via più "lunga" e "difficile", ritenendo che, in questo modo, il lettore potrà ottenere un sistema più leggero e personalizzato e, quel che più conta, imparare di più.



L'utente, in effetti, può scegliere fra tanti media:


  • businesscard: installer per i micro CD, che provvedere a scaricare ed installare dalla rete i pacchetti
  • netinst: come il precedente, ma di formato un po' più grande
  • Iso CD: CD completi (il set contiene tutto quanto disponibile nei repos, ma, ai fini dell'installazione, basta il primo, che installa automaticamente Gnome; nella stessa pagina è comunque possibile scaricare i CD1 corrispondenti per Kde e Xfce/Lxde)
  • Iso DVD
  • Live CD
ma in questa guida consiglieremo di ricorrere al netinst (il mio sistema preferito) o al Live CD. Ad ogni modo, qualunque sia la vostra scelta, è bene sapere che le modalità di installazione sono le medesime.



Una cosa che consiglio sempre è di consultare questo LINK, soprattutto se si dispone di modelli recentemente usciti, per verificarne il supporto: non dovrebbero esserci problemi, ma, come si suol dire, non si sa mai! È comunque preferibile leggere la sezione inglese, poiché più aggiornata di quella italiana.


Struttura della distribuzione

È bene ricordare che il mondo Debian si articola in un ramo stable (attualmente arrivato alla versione 6, denominata Squeeze) ed in due di sviluppo, detti rispettivamente testing ed unstable e finalizzati al rilascio della successiva stable.



Il ciclo di sviluppo dura più o meno due anni e comporta la progressiva e successiva integrazione di nuovi kernels, nuove funzionalità, nuovi (o nuove versioni di) programmi, ma anche, e soprattutto, la soluzione di vecchi e nuovi bugs e falle di sicurezza, e si completa quando il numero di bugs critici si azzera. Si suole dire, e non è una battuta, che la stable viene rilasciata "quando è pronta"! ;)

Durante questo ciclo, i singoli pacchetti seguono un iter rigorosissimo: immessi in prima istanza nel ramo Unstable, vi rimangono per un numero variabile di giorni, che varia da una manciata fino ad anche gli oltre trenta, alla fine dei quali vengono trasferiti in Testing, ma solo se viene rispettata una serie di requisiti di stabilità e sicurezza (in pratica, nessun bug significativo segnalato!). È logico che gli stessi pacchetti possono essere aggiornati più e più volte nel corso degli anni di sviluppo.

Sarà proprio questa stessa Testing, alla fine del ciclo di sviluppo, a diventare la nuova Stable.



I singoli rami sono identificati in base al ramo appunto oppure in base ad un nome in codice (desunto dai personaggi della saga del cartoon Toy Story). La seguente tabella riassume la situazione attuale:



Stable Squeeze
Testing Wheezy
Unstable Sid


Uno di questi "nomi" compare nella lista dei repositories contenuta nel file /etc/apt/sources.list ed è sulla base di quello ivi presente che il sistema seleziona le versioni dei pacchetti da scaricare ed installare.

Il principio è semplicissimo: se, ad esempio, nel suddetto file abbiamo
squeeze, il nostro sistema seguirà tutta la vita di questa release, dallo sviluppo, al successivo stato di freeze, fino al rilascio definitivo ed alla fine del suo ciclo di vita; se, invece, abbiamo testing, saremo sempre legati a questo ramo di sviluppo, qualunque sia il suo nome.



In pratica, però, cosa significa avere un ramo di sviluppo o avere un ramo stabile?

È bene precisare sin da subito che Debian consiglia ufficialmente di utilizzare il corrente ramo stable ed in effetti una stable di Debian assicura e garantisce la massima stabilità oggi disponibile sul "mercato", proprio grazie alla cura maniacale del dettaglio che caratterizza la sua stessa politica, anche se al prezzo di una certa "arretratezza", che tende ovviamente ad aumentare vista la ridotta frequenza di rilasci.



Non a caso, l'utente desktop, smanioso di ottenere in tempo reale tutte le novità che vengono continuamente introdotte nel mondo linux, spesso preferisce orientarsi su uno dei rami di sviluppo.

Questa scelta non deve essere considerata "folle", poiché, a dispetto del nome, i due rami di sviluppo sono meno "instabili" e "insicuri" di quanto si pensi ed anzi, sotto certi aspetti, sono ben più stabili delle coeve distro regolarmente rilasciate.

Sia ben chiaro però che usare un ramo di sviluppo significa:
  • accettare la possibilità di incorrere in qualche baco (più grossi e frequenti in Sid, ma non assenti in Testing)
  • accettare l'idea di dover studiare eventuali novità che i nuovi pacchetti possono volta per volta apportare e tali da imporci interventi a mano di adeguamento
  • accettare l'idea di diventare schiavi di aggiornamenti su aggiornamenti, con decine e decine di pacchetti, spesso più di una volta al giorno
Non vi nascondo che per questi ultimi due motivi, ed in particolare per l'ultimo, io stesso mi sono orientato sulla stable, almeno su alcune mie macchine. Tuttavia, se avete tempo da perdere... :-D



Un altro elemento da tenere presente è infine che, a dispetto di quanti continuano a criticare Debian per la sua arretratezza, ivi è in verità possibile installare versioni di pacchetti più recenti, prelevandoli da uno dei rami più avanzati, con una tecnica denominata pinning (su cui cf. DOCUMENTAZIONE UFFICIALE, WIKI UFFICIALE, ALTRA BUONA GUIDA).

In particolare, consiglio di ricorrere al
  • Repository dei Backports --> se si usa la Stable (GUIDA)
  • Repository di Sid/Experimental --> se si usa la Testing
  • Repository Experimental --> se si usa Sid (GUIDA)
L'utente finale rimane ovviamente libero di fare quel che vuole, ma è bene ricordare che questa tecnica non è ufficialmente 'consigliata' da Debian. Personalmente, mi permetto di consigliare di ricorrere ad essa, come si suol dire, cum grano salis.

In ogni caso, disporre anche del repo Testing è altamente consigliato per chi usa Sid, visto che può capitare di trovarsi costretti a "retrocedere" determinati pacchetti particolarmente bacati ad una versione precedente funzionante (si veda in fondo alla guida).


Preparazione

Se abbiamo a disposizione un lettore cd esterno, possiamo limitarci a masterizzare la iso prescelta su cd/dvd e ad utilizzare quest'ultimo per l'installazione; altrimenti, dovremo crearci un pennino bootable tramite la procedura sotto indicata.


Netinst/Businnescard

Scarichiamo la iso prescelta (netinst o businnescard), dell'architettura desiderata (i386 o AMD64, a seconda del processore: consiglio comunque i386), da uno di questi link:
  • se si intende installare Squeeze --> LINK
  • se si intende installare Wheezy o Sid --> LINK
Quindi, collegate al vostro pc il supporto usb sul quale intendete caricare la .iso e subito dopo date sul terminale il comando
$ dmesg | tail
per individuarne il device del supporto: dovrebbe risultare qualcosa come sdb.

Ora, anche se non strettamente necessario, consiglierei di smontare la chiavetta, dando da root
# umount /dev/sdX
sostituendo sdX con la lettera precedentemente identificata del nostro pennino.

Infine, non dovete fare altro che copiare nel pennino la .iso con il seguente comando:
# dd if=/percorso-esatto-alla-iso of=/dev/sdX
NOTA BENE: è di estrema importanza che il device del pennino sia del tipo /dev/sdb e NON /dev/sdb1 e ricordate inoltre che il comando dd formatterà il device verso cui è indirizzato e che quindi conviene farsi un backup di quanto eventualmente in esso contenuto e, soprattutto, che non sarebbe cosa buona... sbagliare device!



NOTA BENE: se utilizziamo questo metodo, alla fine dell'installazione sarà necessario editare il file /etc/fstab ed eliminare la riga relativa al CD/DVD. Se non lo faremo, i supporti USB non saranno riconosciuti correttamente.


Live CD

Il vantaggio di questo medium è che esso ha precaricati gli eventuali firmwares proprietarii necessari per alcuni dispositivi presenti negli eeepc, i quali sono esclusi dalle immagini ufficiali per motivi legali (ma possono essere facilmente aggiunti a mano da chi ne ha necessità).

Con questo sistema, otterremo una lxde preimpostata, con GDM (non GDM3!), Synaptic, Network-Manager-Gnome, Gnome-Bluetooth e gestore energetico di Gnome, ma l'installer è quello solito, dunque ci sarà comunque possibile personalizzare l'installazione come vogliamo, anche seguendo i consigli di questa guida.

Inutile aggiungere che questo è il sistema infinitamente più agevole per chi, erroneamente, non si ritiene all'altezza di affrontare l'installazione di Debian.



Quello che si deve fare è scaricare nella propria home la iso da questo LINK, quindi identificare il pennino secondo le modalità indicate nella sezione precedente, smontarlo e dare sul terminale


# dd if=eeepc-live-1.1~rc1-hybrid.iso of=/dev/sdX
# sync
Per ulteriori informazioni ed altre modalità di preparazione del pennino avviabile (anche da Windows) rimando alle seguenti wiki:




Installazione di Debian

Ricordiamoci che per l'installazione è necessaria una connessione ad internet funzionante.

Oramai, l'installer di Squeeze supporta nativamente il wifi per molti, se non tutti, i modelli di eeepc, ma noi consiglieremo ugualmente di utilizzare per l'installazione il cavo di rete, che ci consentirà di avere una connessione più veloce e stabile. Tuttavia, se utilizzeremo il wifi, alla fine ci ritroveremo la connessione in questione già configurata e pronta per l'uso.

Comunque, sarà bene avviare con


  • pennino usb inserito
  • wifi acceso (entrate nel bios e, per sicurezza, abilitate tutti i devices)
  • cavo di rete inserito (obbligatorio per quei modelli per i quali gli installers non supportano nativamente il wifi)
L'installazione segue la procedura consueta.

Nel seguito, descriverò i passi salienti, omettendo quelli più "complessi", nei quali il lettore, se non ha esigenze specifiche, potrà limitarsi a confermare le opzioni predefinite e ad andare avanti nell'installazione, secondo il principio: se non sai cos'è, significa che non ti serve! :D



NOTA BENE: Sul 701, è necessario avviare la modalità di installazione per esperti, dal momento che quella di default non riesce a partire per il mancato riconoscimento della risoluzione del monitor.


Fasi iniziali dell'installazione

Si comincia con i settaggi per la lingua, quindi l'installer passa a fare una scansione dell'hardware e, se non avete una scheda wifi strana, vi porterà a scegliere fra:


  • eth0 per la scheda rete
  • ath0, ra0 o, più probabilmente, wlan0 per la scheda wireless
Se installate via eth0 e usate il dhcp, non dovete fare niente, altrimenti dovrete inserire manualmente le informazioni base sulla rete (ip, maschera di rete, gateway e dns) e poi fa tutto solo.

Stessa cosa per il wifi, ma dovrete conoscere l'ESSID del vostro access point (ovvero, il nome della rete wifi) e il metodo di criptazione (se Wep oppure WPA), poiché il sistema non sarà in grado di proporvelo da sé. Digitate l'eventuale password e aspettate la ricerca di un server dhcp. Se invece avete una rete wifi settata con ip statici, allora aspettate la scansione per il dhcp, la notifica di fallimento (ovvio!), date invio e scegliete di configurare la rete manualmente (ip, maschera di rete, gateway e dns).



Date un nome al vostro pc (es.: eeepc) e inserite il "nome dominio" (io ho scelto di lasciar vuota quest'ultima voce).

Scegliete la nazione del mirror per i repo di debian (Italia va benissimo) e il mirror (ftp.it.debian.org è ok).

Inserite il proxy (se non sapete cos'è, saltatelo: non vi serve!) e aspettate.


Partizionamento

Do per scontato che sappiate cosa sia un partizionamento (quello guidato cancella l'intero hard disk, per cui, secondo me, è meglio quello manuale, a meno che non ve ne freghi nulla, ovviamente), per cui andiamo avanti.


Configurazione utenti

Debian a questo punto installerà il sistema base, per cui lasciate fare.

Appena finito vi verrà chiesto di impostare la password di root (debian abilita l'utente root, a differenza di Ubuntu) e di confermarla.

Quindi il sistema vi chiederà il vostro nome e cognome e, in seguito il nome dello user e la relativa password.

Vi verrà chiesto, infine, se vorrete partecipare all'indagine sull'uso dei pacchetti, leggetevi bene l'informativa e decidete a vostra discrezione: io ho scelto di non partecipare.


Installazione pacchetti e Boot Loader (GRUB)

Finalmente siamo alla scelta del software da installare (si seleziona con la barra spaziatrice, si conferma la scelta finale con invio).

Si consiglia di


  • selezionare (o lasciare selezionato) Sistema Standard
  • selezionare (o lasciare selezionato) Computer portatile (per la gestione della batteria etc.)
  • DESELEZIONARE Ambiente desktop
Quest'ultima scelta è giustificata dalle seguenti motivazioni


  • Ambiente desktop installa di default Gnome, ma, se volessimo altro desktop (es. KDE)...
  • potremo fare un'installazione minimale Gnome, depurata di molte cose inutili
  • risparmieremmo tempo nel caso in cui intendessimo fare il salto da una versione ad un'altra
NOTA BENE: deselezionare la voce Ambiente Desktop è particolarmente consigliato soprattutto se si intende passare a Sid.



Dopo qualche minuto, vi verrà chiesto se installare GRUB nel master boot record. Se non avete idea di cosa rispondere, allora la risposta più corretta è "sì", altrimenti decidete in base alla vostra configurazione.

L'installazione è finita, levate la penna usb e date invio su Continua. Il sistema si riavvierà e vi troverete in Gnome o, se non avete installato l'ambiente desktop, davanti ad un prompt. Anche in questo caso, dovrete dare login e password per accedere come utenti.


Primissime configurazioni del sistema

Aggiornamento del Grub

Talvolta, ma soprattutto in passato, al primo avvio dopo l'installazione non compare nell'elenco del grub l'eventuale voce per windows o altro sistema operativo. Se si verifica questa situazione, non abbiate timore! Loggatici come root, date


# os-prober
# update-grub
e tutto in genere si risolverà da sé.


Impostazione del sudo

È un'operazione che alcuni sconsigliano, poiché apporterebbe un certo rischio di sicurezza. Ad ogni modo, se volete impostarlo, procedete nel modo seguente, dando nell'ordine i seguenti comandi:


$ su -				   ## per loggarci come root
# dhclient eth0			## per effettuare la connessione in DHCP
# aptitude install sudo
# visudo
ed aggiungete in fondo la riga


vostro_nome_utente ALL=(ALL) ALL
sostituendo vostro_nome_utente con il nome con cui vi loggate; Ctrl+O e invio per salvare e Ctrl+X per uscire da visudo. Digitiamo exit nel terminale, per tornare al nostro utente.



Comunque sia, nel seguito dell'esposizione i comandi di amministrazione saranno indicati senza il sudo e presupponendo il terminale di root. Il lettore inesperto sappia che il simbolo # indica il prompt di un terminale di root, mentre il simbolo $ quello di un teminale di utente: pertanto, i comandi preceduti da $ non necessitano di privilegi di amministratore.


Installazione degli eeepc-acpi-scripts

Installiamo sin da subito il pacchetto eeepc-acpi-scripts, necessario per gestire gli acpi dei nostri pc.

Fino alla versione 1.1.10 compresa, l'installazione di questo pacchetto comportava l'automatica rimozione di acpi-support, ma, dalla v. 1.1.11, ciò non succede più ed anzi i due convivono perfettamente. Poco importa: lasciate fare al sistema! ;)


Caricamento del modulo eeepc-laptop su modelli con bios per Seven

Nei modelli di eeepc con Seven o comunque con installato un bios compatibile per Seven, risulta impossibile caricare il modulo del kernel eeepc-laptop, con il conseguente malfunzionamento degli acpi.

La soluzione consiste nell'aggiungere un parametro al grub, in modo da forzare il caricamento di questo modulo. Da root diamo


# nano /etc/default/grub
e trasformiamo la riga che ci interessa da così:


GRUB_CMDLINE_LINUX_DEFAULT="quiet"
a, più o meno, così (fatte salve eventuali ulteriori aggiunte):


GRUB_CMDLINE_LINUX_DEFAULT="quiet acpi_osi=Linux"
Quindi, sempre da root, aggiorniamo grub:


# update-grub
Al riavvio, tutto dovrebbe funzionare perfettamente.

Su alcuni modelli, ad esempio il 1005pe, potrebbero esserci malfunzionamenti con i tastini per la luminosità ed in particolare con i relativi OSD. In tal caso, è sufficiente aggiungere nella stessa stringa anche la voce acpi_backlight=vendor, in modo da avere


GRUB_CMDLINE_LINUX_DEFAULT="quiet acpi_osi=Linux acpi_backlight=vendor"


Installazione del Desktop Environment

Se non vogliamo rimanere con un sistema tutto a riga di comando, potrebbe essere utile installare un Desktop Environment (DE) o, più semplicemente, un Window Manager (WM), tra i tanti disponibili su Linux. Io utilizzo Gnome ed OpenBox/Lxde, ma fornisco di seguito alcune rapide indicazioni anche per altri ambienti.



Mi permetto di consigliare ai novizi di ricorrere direttamente a sistemi completi e collaudati come Gnome o Kde. Gli altri, per quanto belli e leggeri, richiedono infatti un certo grado di esperienza: un novizio, molto probabilmente, avrà difficoltà anche solo a capire di cosa ha bisogno per ottenere un sistema completo per le proprie esigenze.


Preliminari

Prima di tutto, controlliamo i repositories:


# nano /etc/apt/sources.list
ed assicuriamoci che siano in questa forma


deb http://ftp.it.debian.org/debian/ squeeze main contrib non-free
deb-src http://ftp.it.debian.org/debian/ squeeze main contrib non-free

deb http://security.debian.org/ squeeze/updates main contrib non-free
deb-src http://security.debian.org/ squeeze/updates main contrib non-free
Sono evidenziate in rosso le voci da aggiungere. Le righe relative al CD-Rom dovrebbero essere già commentate. Altrimenti, non dobbiamo fare altro che commentarle con un #. Al solito, Ctrl+O e invio per salvare e Ctrl+X per uscire.

Se si desidera passare alla Testing o alla Unstable/Sid, bisognerà sostituire nel sources.list tutte le occorrenze di squeeze con, rispettivamente, wheezy o sid (tranne nei repositories security, in cui si consiglia di mettere testing), in modo che diventi simile a questo:


deb http://ftp.it.debian.org/debian/ sid main contrib non-free
deb-src http://ftp.it.debian.org/debian/ sid main contrib non-free

deb http://security.debian.org/ testing/updates main contrib non-free
deb-src http://security.debian.org/ testing/updates main contrib non-free


Se scegliamo di mantenerci su Squeeze, dobbiamo integrare il nuovo repository squeeze-updates, che sostituisce il vecchio volatile, aggiungendo in fondo al file /etc/apt/sources.list:
## Debian Ufficiale -- Squeeze-Updates
deb http://ftp.debian.org/debian squeeze-updates main contrib non-free #Squeeze-Updates


NOTA BENE: se decidete per Sid, sappiate che ci vuole un pizzico di fortuna, visto che ci si può imbattere in un momento in cui ci sono problemi con le dipendenze. In tal caso, o si procede di pinning con la testing o.... si aspetta!



Quindi,

# aptitude update
# aptitude upgrade
# aptitude full-upgrade
Ripetiamo pure i comandi, finché non ci sarà sicuramente nulla da aggiornare.

Seguono alcune indicazioni sui vari Desktop Environments e Window Managers.


Gnome

Per installare i fondamenti di gnome, daremo


# aptitude install gnome-core gdm3
Gli altri pacchetti consigliati sono:


  • gnome-system-tools
  • network-manager-gnome
  • gnome-bluetooth (ovviamente, se avete un dispositivo bluetooth!)
  • gnome-alsamixer
  • software-properties-gtk
  • alsa-utils
  • alsa-tools
  • gdebi
  • epiphany-extensions
  • gtk2-engines
  • gnome-themes
  • gnome-themes-extras
  • gnome-backgrounds
  • xdg-user-dirs
  • binutils
  • xterm
  • system-config-printer
  • gnome-desktop-environment
I pacchetti più grandi sono gnome-core e gnome-desktop-environment, due metapacchetti che si portano dietro gran parte della Gnome: durante la loro installazione, ci sarà tutto il tempo di farsi un caffé. Gli altri pacchetti, invece, si installano in pochi minuti.



NOTA BENE: se vogliamo un sistema ancora più snello e con meno programmi installati, possiamo valutare la possibilità di NON installare il metapacchetto gnome-desktop-environment, armarci di pazienza ed installare ad uno ad uno i singoli pacchetti da esso dipendenti che ci interessano, magari aiutandoci con l'elenco disponibile QUI. I tempi si allungheranno, ma ne vale sicuramente la pena!


Kde

# aptitude install kde-full kdm
Se invece desideriamo un'installazione minimale, possiamo installare

Purtroppo, non utilizzando questo DE da quasi dieci anni, non saprei fornire un elenco più dettagliato e preciso.


Xfce

Spesso definita "la Gnome dei poveri", in realtà questo Desktop Environment è completo per le esigenze dei normali utenti, ma, pur essendo gradevole e funzionale, è molto meno esoso del fratello maggiore in termini di ram e di spazio su disco occupato. In più, cosa per me particolarmente importante, è soggetto ad un ciclo di rilasci molto meno frequente di quello di Gnome e quindi impone meno seccature.

Per installare tutto:


# aptitude install xfce4 xfce4-goodies xfce4-power-manager xfce4-volumed gnome-icon-theme
In alternativa, potremo partire dal solo metapacchetto xfce4 e quindi aggiungere quelle che ci interessano fra le dipendenze di xfce4-goodies.

xfce4-power-manager, il gestore energetico, non è dipendenza dei suddetti metapacchetti, ma è solo un "raccomandato" di xfce4-goodies.



Per beneficiare di tutta la leggerezza di questo DE, consiglierei altresì di evitare i programmi che richiedono tante dipendenze gnomesche. Ad esempio, potremo usare


  • slim oppure lightdm (disponibile solo a partire da wheezy) come login manager, anziché gdm/gdm3
  • evince-gtk, anziché evince, per i .pdf
  • wicd come gestore reti, anziché il network-manager-gnome, necessario solo se usate connettervi con telefoni o chiavette
  • aptitude come gestore pacchetti grafico (installato di default), anziché synaptic (se vorrete comunque quest'ultimo, non dimenticate di installare il pacchetto menu e magari anche xapian-index)
  • parole oppure mplayer come player multimediale, anziché vlc o lo stesso totem
  • deadbeef come player audio, disponibile QUI, anziché rhythmbox
  • viewnior, anziché eog, per i files immagine (usate pure il .deb per Ubuntu)
  • geany, eccezionale, ma leggerissimo editor di testi
Una comoda lista di applicazioni consigliate per Xfce è consultabile a questo LINK.

È bene ricordare che gdm, gdm3 e lightdm sono preferibili se si usa il network-manager-gnome, per la solita vecchia questione dello sblocco del portachiavi.

Un'ulteriore possibilità, sempre valida (sempre se non si usa qualche programma che richiede l'accesso al portachiavi), è non installare alcun login manager e limitarsi a loggarsi come utente e quindi a lanciare "startx".

Utile guida per configurare lightdm è QUESTA.



Altri pacchetti fondamentali sono:
  • eject, per l'espulsione delle memorie di massa
  • menu (vedi poco sopra)
Per cominciare a familiarizzare con questo DE, suggerisco infine la guida Xfce, piccoli sorci crescono....


Enlightenment E17

Aggiungiamo i repos:


deb http://packages.enlightenment.org/debian squeeze main extras
ovviamente, sostituendo squeeze con il nome del ramo di debian prescelto. Quindi, scarichiamo la chiave:


# wget http://packages.enlightenment.org/repo.key -O - | apt-key add -
# aptitude update
Quindi, se intendiamo installare E17 accanto a Gnome, diamo


# aptitude install e17 emodule-places emodule-tclock emodule-calendar xarchiver gpicview shellementary epdfview lxappearance
Per avere il network manager di Gnome (e credo anche quello di KDE, con le opportune modifiche) in avvio, dovremo aggiungere nella barra in basso la systray, andare nelle impostazioni di enlightenment ed aggiungere nm-applet tra le applicazioni di avvio.

Se invece il nostro E17 è autonomo, sarà bene aggiungere anche


  • entrance (il login manager)
  • xorg
  • scite (un editor di testo)
  • exalt-gui (il suo network manager)
  • emodule-exalt
  • gnome-icon-theme
  • unrar
  • notification-daemon
  • libnotify-bin
  • galculator (calcolatrice)
Aggiungeremo poi il resto in base alle nostre esigenze, ma, ricercando su synaptic, consiglio di guardare prima cosa offrono i repos di Enlightenment, per evitare di installare programmi che si portino dietro troppe dipendenze di altri Desktop Environments.


OpenBox

Questa volta si tratta di un windows manager, utilizzabile in alternativa a metacity o compiz ed avviabile con le modalità indicate sotto.

Tuttavia, se vogliamo godere a pieno i benefici della sua leggerezza e velocità, ci conviene utilizzarlo in modalità stand-alone: certo molto essenziale, ma veramente leggero e, in fin dei conti, funzionalissimo! Per installarlo


# aptitude install openbox obconf
tenendo presente che obconf serve per configurarlo nei suoi aspetti pincipali.

Può risultare prezioso anche obmenu, per editare il menu contestuale. Pur presente nei repos, consiglio però di utilizzare il pacchetto scaricato dal sito, contenente al suo interno il file python che lo avvia, poiché quello nei repos, oramai abbandonato, presuppone come dipendenza l'obsoleto python2.5.



È bene avvertire che, al primo avvio, ci comparirà uno sfondo (quello del GDM/GDM3) senza niente! Essendo, infatti, solo un gestore finestre, esso non dispone di niente di suo, per cui qualunque serve andrà caricata a mano.



Per imparare a conoscerlo, si deve sapere che i principali files di configurazione sono:
  • ~/.config/openbox/autostart.sh: con l'elenco dei programmi da caricare all'avvio
  • ~/.config/openbox/rc.xml: le impostazioni del WM, editabile con obconf
  • ~/.config/openbox/menu.xml: il menu contestuale, editabile tramite obmenu
Consiglierei anche di aggiungere i seguenti pacchetti, a propria discrezione ed in base alle proprie esigenze:


  • tint2: un pannello elegantissimo e leggerissimo; il suo file di configurazione è ~/.config/tint2/tint2rc, sul quale potete trovare info QUA
  • tintwizard (ora integrato nella versione 0.11 di tint2, disponibile su Sid): interfaccia in python per configurare tint2, lanciabile direttamente dal file .py, che consiglierei di mettere in ~/.config/tint2/
  • lxpanel: il pannello di lxde, alternativo a tint2, ma più "tradizionale"
  • lxappearance: per configurare tema ed icone
  • thunar, thunar-volman e thunar-archive-plugin: il file manager di Xfce (consiglio di installare i pacchetti con l'opzione -R)
  • pcmanfm: il file manager di Lxde, per chi lo preferisca a Tunar
  • xfce4-power-manager: il gestore energetico di Xfce, più leggero e per certi versi migliore del corrispettivo di Gnome
  • xcompmgr: per abilitare il compositing
  • obkey: per personalizzare la combinazioni da tastiera
  • feh: per personalizzare lo sfondo (info QUA)
  • fbxkb: applet per il layout della tastiera
  • volti: applet per il volume
  • VolumeIcon: un'altra applet per il volume, molto più leggera, ma si legga il NOTA BENE più sotto (ora disponibile nei repos ufficiali; se invece usate Squeeze, dovrete installare i seguenti: 32bit oppure 64bit)
  • suckless-tools: utili e leggerissimi strumenti, anche se molto old-style!
Installato quello che ci serve, possiamo quindi editare il file autostart.sh, del quale propongo un esempio, con commenti esplicativi ed ulteriori alternative:


tint2 &
thunar --daemon &
# nautilus --no-desktop --no-default-window & ##NAUTILUS SENZA GESTIONE DESKTOP
# nautilus --no-default-window & ##NAUTILUS CON GESTIONE DESKTOP
# pcmanfm --desktop & ##PCMANFM CON GESTIONE DESKTOP
xfce4-power-manager & ##GESTORE ENERGETICO XFCE
# gnome-power-manager & ##GESTORE ENERGETICO GNOME
xscreensaver -no-splash & ##SALVASCHERMO E BLOCCO SCHERMO
xcompmgr -r 4.2 & ##GESTORE COMPOSITING
# avant-window-navigator --startup  & ##AVANT WINDOWS NAVIGATOR
eval `cat ~/.fehbg` & ##PER LO SFONDO PERSONALIZZATO
nm-applet --sm-disable & ##NETWORK MANAGER DI GNOME
bluetooth-applet & ##APPLET BLUETOOTH DI GNOME
volumeicon &
# volti &  ##ALTERNATIVO A VOLUMEICON
kupfer --no-splash &
setxkbmap -option grp:switch,grp:alt_shift_toggle,lv3:ralt_switch,terminate:ctrl_alt_bksp it,de,gr & (sleep 1s && fbxkb) &
Si notino le fondamentali "&": se ne mancherà una... OpenBox non si avvierà bene!



Per le notifiche a video per luminosità e volume, ma anche per i tastini fn per quest'ultimo, si raccomanda la seguente guida: Openbox: Notifiche-osd del Volume e la Luminosità.



NOTA BENE: VolumeIcon, a partire dalla versione 0.4 e a differenza di Volti, è in grado di gestire i tastini fn per il volume. Se dunque non siete interessati allo script segnalato nella summenzionata guida e se usate una versione precedente di VolumeIcon, dovrete aggiungere le seguenti scorciatoie da tastiera tramite obkey:


  • amixer -c 0 sset Master 3+ unmute cap: per aumentare il volume
  • amixer -c 0 sset Master 3- unmute cap: per diminuire il volume
  • amixer -c 0 sset Master toggle: tastino "mute"
Il valore 3+/3- indica il fattore di aumento o di diminuzione del volume: inutile dire che lo si può cambiare a proprio piacimento!

Ricordate comunque che, in ogni caso, consiglio di ricorrere ugualmente allo script per il volume, dal momento che esso ci consente di avere le notifiche a video.



Per ulteriori dettagli rimando a queste ottime guide:


Utili spunti possono essere desunti dalle Wiki di CrunchbangLinux ed in particolare da QUESTA.


Lxde

Si tratta di un DE, che usa OpenBox come windows manager e PcManFm come file manager. Si consiglia dunque di leggere attentamente anche la sezione precedente, in parte sovrapponibile a questa.

È da tenere sotto controllo, poiché, secondo me, ha grandi prospettive.


# aptitude install lxde
Il metapacchetto lxde installa tutto quanto, ma, se si desidera un'installazione selettiva, si può procedere con lxde-core e con una scelta fra le dipendenze di lxde. Consiglierei comunque un'installazione minimale solo a chi usa anche un DE come Gnome o KDE.

Ad ogni modo, suggerisco di installare almeno:


  • lxappearance: descritto nella sezione su OB
  • lxde-icon-theme: tema di icone
  • lxinput: programma per configurare le impostazioni di tastiera e mouse per LXDE
  • lxrandr: per configurare la risoluzione del monitor
  • lxsession-edit: per gestire, al livello utente, i programmi da avviare allo startup
  • lxterminal: il terminale, che uso anche su gnome ;)
  • obconf: descritto nella sezione di OB
Questo DE è ancora giovane, ma si auspica una rapida crescita. In particolare, attualmente esso risulta carente nei seguenti aspetti:


    1. Gestione energetica: io uso quella di Xfce, ma anche quella di Gnome andrebbe bene
    2. Network Manager: quello di Gnome funziona egregiamente, ma va benissimo anche Wicd
    3. Login Manager: si può comunque usare quello che si ha (ad es., gdm, gdm3 o kdm), ma, nel caso di un'installazione standalone, si può ricorrere a slim
    4. o, a partire da wheezy, a LightDM
Segnalo infine che esiste un lxlauncher, che offre una interfaccia ottimizzata per netbooks.



Per la configurazione, molto semplice, si deve sapere che i programmi avviati automaticamente a livello di sistema sono elencati nel file /etc/xdg/lxsession/LXDE/autostart. Il mio, con alcune aggiunte, suona così (si notino le necessarie @):


@xscreensaver -no-splash
@lxpanel --profile LXDE
@pcmanfm --desktop --profile LXDE
@/usr/lib/policykit-1-gnome/polkit-gnome-authentication-agent-1
@setxkbmap -option grp:switch,grp:alt_shift_toggle,lv3:ralt_switch,terminate:ctrl_alt_bksp it,de,gr
@xcompmgr -r 4.2
@kupfer --no-splash
Si noti la voce per kupfer: ho preferito disabilitarlo da lxsession-edit ed aggiungerlo qui per poter usufruire dell'opzione --no-splash.

Si sappia inoltre che il file di configurazione principale di LXDE è ~/.config/openbox/lxde-rc.xml. Ivi, tanto per capirci, scrivono obconf e lo stesso obkey, utilizzabile anche su lxde, ma ricordandosi di lanciarlo con il comando


$ cd /percorso_contenente_obkey
$ ./obkey ~/.config/openbox/lxde-rc.xml
Per le notifiche a video per luminosità e volume, ma anche per i tastini fn per quest'ultimo, si raccomanda la seguente guida: Openbox: Notifiche-osd del Volume e la Luminosità.



Infine, una stranezza è che, su Lxde, OpenOffice va a crearsi un profilo in ~/.config, trascurando quello della home, usato dagli eventuali altri DE. Se quindi avete un profilo personalizzato di OpenOffice, vi consiglio di dare


$ ln -s ~/.openoffice.org ~/.config/.openoffice.org
prima ancora di avviare il programma.


FluxBox

Ancora più facile la configurazione di quest'altro Window Manager. Per installarlo:


# aptitude install fluxbox
A questo punto, possiamo riavviare X e selezionarlo come da prassi.

Entrati nel WM, ci converrà guardare un paio di file:


  • ~/.fluxbox/startup, con i programmi in autoavvio
  • ~/.fluxbox/keys, con le scorciatoie da tastiera
Il primo, al suo interno, contiene delle istruzioni per l'uso, ma in generale va configurato esattamente come il corrispondente di OpenBox. Al secondo consiglio invece di dare un'occhiata, per "scoprire" le scorciatoie da tastiera preimpostate. Per comprenderle, tenete presente che


  • Mod1 = il tasto Alt
  • Mod4 = il tasto 'windows'
Si sconsiglia vivamente di utilizzare l'oramai obsoleto fluxconf per configurare le scorciatoie da tastiera.

Qualche guida generale, anche se talvolta vecchiotta:




pekWM

L'amico Valantin, che ringrazio, mi ha suggerito di aggiungere un capitolo su questo elegante WM. Non avendolo mai provato personalmente, riproduco più o meno le sue parole.

Per installarlo


# aptitude install pekwm
ma si suggeriscono anche i già noti:


  • tint2
  • thunar
  • nitrogen oppure feh
I files di configurazione si creano nella cartella ~/.pekwm/ al primo avvio e sono i seguenti:


  • ~/.pekwm/menu: menu contestuale
  • ~/.pekwm/mouse: azioni del mouse
  • ~/.pekwm/start: programmi in autostart
  • ~/.pekwm/config: configurazioni generali di pekwm
  • ~/.pekwm/vars: variabili da usare nei vari file, ad esempio $TERM per assegnare il comando per l'emulatore di terminale
  • ~/.pekwm/autoproprieties: proprietà automatiche del WM
  • ~/.pekwm/keys: scorciatoie da tastiera
Per ulteriori approfondimenti, rimando a questi links:




Gli eeepc-acpi-scripts

Gli eeepc-acpi-scripts servono a gestire tutti i tastini funzione dei nostri eeepc. Come funzionano? Semplice: funzionano e basta!

Tuttavia, non sarebbe male imparare a conoscerli, leggendo la documentazione presente in:


  • /usr/share/doc/eeepc-acpi-script/README.Debian
  • /usr/share/doc/eeepc-acpi-script/NEWS.Debian.gz
  • /usr/share/doc/eeepc-acpi-script/examples/eeepc-acpi-scripts.default.gz
Da cui si apprende che il file di configurazione principale è /etc/default/eeepc-acpi-scripts (a partire dalla v. 1.1.11, è diventato importante anche /etc/default/acpi-support).

Qui suggerisco alcune modifiche ad /etc/default/eeepc-acpi-scripts.



a) Per far sì che i tasti per il volume aumentino e diminuiscano lo step del volume stesso in modo minore:


SOUND_VOLUME_STEP=1
b) Affinché il tastino "mute" funzioni correttamente (NON PIÙ NECESSARIO DALLA V. 1.1.11):


FnF_MUTE='NONE'
FnF_VOLUMEDOWN='NONE'
FnF_VOLUMEUP='NONE'
Si tenga presente che, nel caso di un successivo aggiornamento degli scripts, durante l'installazione il sistema chiederà se mantenere le modifiche o sovrascrivere il file /etc/default/eeepc-acpi-scripts con quello nuovo: io ho sempre scelto di sovrascriverlo, per poter vedere chiaramente le novità.


Gestione dello SHE

Lo SHE (Super Hybrid Engine), ovvero la tecnologia sviluppata dalla Asus per la gestione energetica degli EeePc, è oramai da tempo riconosciuto nativamente nei modelli il cui bios lo consente e, grazie agli eeepc-acpi-scripts, funzionerà il corrispondente tasto funzione per modificare i presets (in genere, fn+space).

Non sarà quindi necessario ricorrere a programmi di terze parti, noti agli utilizzatori di distro derivate (es. Ubuntu), quali Eee-Control e Jupiter: questi potrebbero anche funzionare, ma non ne posso consigliare l'uso.



Il funzionamento dello SHE è semplicissimo: premendo i tasti che lo gestiscono, passeremo successivamente nelle modalità Performance, Normal, Powersave ed Automatic, quest'ultimo impostandosi a seconda del tipo di alimentazione; nei modelli con Celeron, invece, avremo a disposizione solo le modalità Normal, Powersave ed Automatic.



Ad ogni modo, la pressione dei tasti per lo SHE va a scrivere su due files:


  • /sys/devices/platform/eeepc/cpufv, in cui viene impostata la frequenza del processore (i valori negli Atom sono: 0x300 = Performance; 0x301 = Normal; 0x302 = Powersave)
  • /var/lib/eeepc-acpi-scripts/cpufv, in cui si imposta lo stato (Manual, Auto)
Sulla base di questi dati ho impostato il conky in modo da fornirmi indicazioni sullo SHE, tuttavia dovrebbe essere possibile ottenere notifiche a video anche tramite i nostri scripts. Testai con successo la cosa mesi e mesi fa, ma poi me ne sono disinteressato completamente. Ad ogni modo, si dovrebbe fare quanto segue:


  • abilitarle in /etc/default/eeepc-acpi-scripts, mettendo 'yes' al posto di 'no' nella riga ENABLE_OSD='no'
  • installare aosd-cat (per le versioni anteriori alla 1.1.11)
  • a partire dalla v. 1.1.11, anziché aosd-cat, installare libnotify-bin e notification-daemon
A partire dal successivo riavvio dovrebbero andare.



NOTA BENE: Sul 701 (e solo su questo modello!) bisognerà modificare il file /etc/default/eeepc-acpi-scripts. Cerchiamo dunque la stringa (di solito è l'ultima)


#SHENGINE_FORCE_ENABLE=0
e modifichiamola in


SHENGINE_FORCE_ENABLE=1
decommentandola e modificando "0" con "1".



Inoltre, per associarlo ad una combinazione di tasti (fn+f6), sui modelli che non ne hanno una dedicata, come il 701 ed il 900, suggerisco anche di modificare il suddetto file nel corrispondente punto:
FnF_TASKMGR='handle_shengine'


Eventuali successive ottimizzazioni

Aggiustare la connessione di rete

Al primo accesso al sistema, la scheda di rete non sarà riconosciuta, per un noto problema del Network Manager, che tende a sovrascrivere le impostazioni di sistema createsi durante l'installazione. La soluzione è semplice


# nano /etc/network/interfaces
e commentate tutte le righe con una # all'inizio, di modo che le uniche righe 'buone' restino


auto lo
iface lo inet loopback
Riavviando, tutto si risolverà!


Installare il firmware di schede wireless non supportate nativamente dal kernel

Non posseggo EeePc con questo genere di problemi e dunque mi limito a fornire alcune rapide indicazioni sulla base di quanto ho appreso tramite amici. Per ulteriori informazioni, rimando naturalmente alle Wiki di Debian.

In ogni caso, per conoscere la propria scheda wireless, si dovrà spulciare l'output del seguente comando:
$ lspci
Individuata la scheda, potremo finalmente installare il firmware necessario.


Schede Ralink

Se si possiede una scheda Ralink:
# aptitude install firmware-ralink


Schede Broadcom 4313, 43224, 43225

Queste schede sono montate su modelli piuttosto recenti quali ad esempio il 1015PEM. In questi casi, si risolve con:
# aptitude install firmware-brcm80211 wireless-tools
# modprobe -r brcm80211 ; modprobe brcm80211


Migliorare la resa dei caratteri

Inserisco qua anche un tip importante per migliorare la resa dei caratteri su Debian, già discusso anche nelle seguenti guide:
Chi installa Debian per la prima volta, rimane subito colpito dalla non eccelsa qualità della resa dei caratteri sullo schermo. La cosa dipende dal pacchetto libcairo2 ed in particolare da una sua patch che abilita lo antialiasing, che non è stata integrata in Debian Squeeze per problemi di licenza.



A partire da Wheezy, le cose sono cambiate, ma intanto vi consiglio di dare il seguente comando
$ aptitude show libcairo2 | grep Version
per conoscere la versione del pacchetto da voi installato.



Se avete Squeeze, ovvero se la vostra versione installata è ferma alla 1.8.10-6, potete tranquillamente installare uno di questi due pacchetti, gentilmente offerti dall'amico Hadret, in base all'architettura del vostro sistema:
A partire invece dalla versione 1.10.2, finalmente i problemi sono finiti.



Se non siete soddisfatti, potete forzare l'antialiasing, creando i seguenti files nascosti nella vostra home:

  • Xresources + .Xdefaults:
! Xft settings --------------------------------------------------------------
Xft.dpi: 92.0 ## Potete provare anche numeri superiori (es. 96), in base ai vostri gusti
Xft.antialias: true
Xft.hinting: true
Xft.hintstyle: hintfull ## Alternative: hintslight, hintmedium
Xft.rgba: rgb
Xft.lcdfilter: lcddefault

  • .gtkrc-2.0.mine:
gtk-xft-dpi = 92.0
gtk-xft-antialias = 1
gtk-xft-hinting = 1
gtk-xft-hintstyle = hintfull
gtk-xft-rgba = rgb
gtk-xft-lcdfilter = lcddefault

  • .fonts.conf:
<?xml version="1.0"?>
<!DOCTYPE fontconfig SYSTEM "fonts.dtd">
<fontconfig>
	<match target="pattern">
		<edit name="dpi" mode="assign">92</edit>
	</match>
	<match target="font">
		<edit mode="assign" name="antialias" >
		<bool>true</bool>
		</edit>
	</match>
	<match target="font">
		<edit mode="assign" name="hinting" >
		<bool>true</bool>
		</edit>
	</match>
	<match target="font">
		<edit mode="assign" name="hintstyle" >
		<const>hintfull</const>
		</edit>
	</match>
	<match target="font">
		<edit mode="assign" name="rgba" >
		<const>rgb</const>
		</edit>
	</match>
	<match target="font">
		<edit mode="assign" name="lcdfilter">
		<const>lcddefault</const>
		</edit>
	</match>
</fontconfig>

Infine, in fondo a .gtkrc-2.0, aggiungete:
include ".gtkrc-2.0.mine"

Quindi, riavviate X: noterete subito la differenza!

È chiaro che in tutti questi files potete cambiare le impostazioni a vostro piacimento.


Rimuovere il journaling o ridurre le scritture su dischi SSD

È noto che i dischi SSD, di cui sono forniti i modelli più antichi di eeepc, sono soggetti ad un numero relativamente ridotto di scritture. Per allungarne la vita, si consiglia di effettuare le seguenti ottimizzazioni, in base al file system prescelto (ext3 o ext4).

Si potrebbe anche utilizzare ext2, che, privo del cosiddetto journaling, è esente dai problemi degli altri due file systems, ma francamente sconsiglio di ricorrere ad esso.


File system ext3

Con questo file system, rimuovere il journaling è più difficile. Noi ci limiteremo a ridurre le scritture.

Editiamo dunque lo /etc/fstab, sostituendo, per ciascun disco (o partizione) la voce relatime con noatime (se non vi è nulla, aggiungiamo pure questa opzione), in modo che diventi più o meno così


#Entry for /dev/hda4
/dev/hda4	/	ext3	defaults,noatime	0	0
Aggiungiamo inoltre alla fine queste righe


tmpfs /tmp tmpfs defaults,noatime,mode=1777 0 0
tmpfs /var/tmp tmpfs defaults,noatime,mode=1777 0 0
tmpfs /var/log tmpfs defaults,noatime,mode=0755 0 0
Al riavvio, le modifiche diventeranno operative.


File system ext4

È un'operazione molto semplice. Per prima cosa, aggiungiamo il parametro rootfstype=ext4 elevator=noop in /etc/default/grub, in modo tale che la seguente riga diventi più o meno così:


GRUB_CMDLINE_LINUX_DEFAULT="quiet rootfstype=ext4 elevator=noop"
e diamo quindi il seguente comando:


# update-grub
Infine, da un live cd qualunque, togliamo il journaling da ciascuno dei mounts point con il seguente comando:


sudo tune2fs -O ^has_journal /dev/sdXN
sostituendo ovviamente /dev/sdXN con il nome delle partizioni/dischi, che, ricordo, potranno essere individuate con un fdisk -l dato da root.



Per ulteriori ragguagli, rimando comunque a questa ottima GUIDA.


Ottimizzazioni per l'uso a batteria

a) Per evitare che il sistema imposti la luminosità dello schermo al massimo quando passate da batteria a corrente, apriamo l'editor di configurazione di gnome, seguiamo il percorso /apps/gnome-power-manager/backlight/enable
e togliamo il segno di spunta.



b) È opportuno personalizzare i valori per il riconoscimento del livello critico della batteria e le conseguenti azioni da compiere, in quanto quelli di default, sono piuttosto bassi e potrebbero non risultare sufficienti. Apriamo dunque l'editor di configurazione di gnome e portiamoci nel percorso /apps/gnome-power-manager/thresholds e modifichiamo i valori a nostro piacimento. Nel mio 1000he li ho impostati in questo modo:


percentage_action = 5
percentage_critical = 10
percentage_low = 20
Di conseguenza, portiamoci su /apps/gnome-power-manager/general e togliamo il segno di spunta dalla voce use_time_for_policy, in modo che le "azioni" verranno eseguite tenendo conto non del tempo residuo stimato, bensì in funzione della percentuale di carica della nostra batteria.


Fancontrol

Il fancontrol è un demone che serve a regolare la velocità della ventola in base alla temperatura del pc. Se ben configurato, i nostri pc saranno molto meno rumorosi e la batteria, meno utilizzata, potrà durare di più.



NOTA BENE: Prima ancora di iniziare l'esposizione di questa sezione, avverto che, sui processori più recenti, la ventola potrebbe non essere adeguatamente riconosciuta e, di conseguenza, il fancontrol potrebbe non funzionare. È questione di kernel e quindi un kernel più recente potrebbe risolvere il problema, ma c'è da dire che il problema non è gravissimo, visto che i nuovi EeePc sono veramente silenziosissimi.



Procediamo dunque con l'installazione dei pacchetti necessarii


# aptitude install lm-sensors fancontrol sensors-applet
e riavviamo. Quindi, avviamo lo script per la configurazione del fancontrol:


# pwmconfig
e seguiamo le istruzioni in linea, che ci consentiranno di crearci il file di configurazione /etc/fancontrol.

Ho notato che spesso questo script non funziona, soprattutto se il computer è freddo: lasciamolo quindi riscaldare per benino e rilanciamo lo script finché non parte la configurazione guidata.

A titolo di esempio, questo è il contenuto del file /etc/fancontrol del mio 1000he:


# Configuration file generated by pwmconfig, changes will be lost
INTERVAL=10
DEVPATH=hwmon0= hwmon1=devices/platform/eeepc
DEVNAME=hwmon0=acpitz hwmon1=eeepc
FCTEMPS= hwmon1/pwm1=hwmon0/temp1_input
FCFANS= hwmon1/pwm1=hwmon1/fan1_input
MINTEMP= hwmon1/pwm1=54
MAXTEMP= hwmon1/pwm1=70
MINSTART= hwmon1/pwm1=150
MINSTOP= hwmon1/pwm1=20
MINPWM=hwmon1/pwm1=0
MAXPWM=hwmon1/pwm1=255
Si noterà che ho impostato il sistema per avviare la ventola a 54°. Sentitevi liberi di cambiare i valori in base alle vostre preferenze.

Per comprendere il significato dei suddetti valori, si consiglia la lettura del manuale:


$ man fancontrol
Fatto ciò, testiamo il funzionamento della ventola con


# fancontrol
Se tutto va a dovere, potremo avviare il demone (funzionerà automaticamente in tutti i successivi riavvii) con


# invoke-rc.d fancontrol start
Ho notato che, al ritorno dall'ibernazione, il fancontrol, seppur nominalmente attivo, non funziona più. La soluzione consiste nello stoppare e riavviare il processo:


# invoke-rc.d fancontrol stop
# invoke-rc.d fancontrol start


NOTA BENE: con gli aggiornamenti del pacchetto fancontrol, spesso il file di configurazione /etc/fancontrol può diventare obsoleto e, di conseguenza, la gestione della ventola smette di funzionare correttamente. Per verificarlo, basterà dare il "# fancontrol" e controllare l'output. Se si verifica questa eventualità, si dovrà procedere a riconfigurare il sistema come sopra descritto.


Gestione della Webcam

Come è noto, già da un pezzo, per volontà superiori, si è deciso di mantenere la webcam abilitata di default. Poiché normalmente nessuno la usa per tutto il tempo di accensione della macchina, è cosa buona e giusta usare i tastini dedicati per spegnerla, quando disponibili: sul 1000he, ad esempio, il terzo tastino argentato da sinistra serve proprio a questo scopo.

Tuttavia, è possibile, in un modo semplicissimo, far sì che la webcam sia spenta all'avvio del pc; se necessario, si potranno utilizzare i tastini per riaccenderla. Ecco come procedere:


# gedit /etc/rc.local
e aggiungere prima di "exit 0":


# Spegni la Webcam di default
modprobe -r uvcvideo
echo 0 > /sys/devices/platform/eeepc/camera
Addirittura, possiamo anche abilitare l'autosospensione USB della WebCam, per risparmiare ulteriore energia.


# gedit /etc/udev/rules.d/75-usb-webcam.rules
e copiare il seguente testo:


# Autosuspend USB WebCam
SUBSYSTEM=="usb", ATTR{bInterfaceClass}=="0e", ATTR{../power/level}="auto"


Abilitazione dei taps della Touchpad tramite Xorg

Questa operazione è particolarmente consigliata soprattutto per chi dispone di una touchpad Elantech, perché


  • abilita il tap anche a livello del Login Manager (comodissimo)
  • abilita il tap anche nei DE che, a differenza di Gnome, non dispongono di un sistema di configurazione dei clic
Per conoscere la propria touchpad, basterà dare


$ egrep -i 'synap|alps|etps' /proc/bus/input/devices
Quindi


# nano /etc/X11/xorg.conf
e vi copiamo il seguente testo


Section "InputDevice"
Identifier "touchpad"
Driver "synaptics"
Option "AutoServerLayout" "on"
Option "TapButton1" "1"
Option "TapButton2" "2"
Option "TapButton3" "3"
Option "HorizTwoFingerScroll"  "1"
Option "MinSpeed" "0.5"
Option "MaxSpeed" "1.0"
Option "AccelFactor" "0.075"
EndSection
In alternativa, possiamo anche crearci uno Xorg completo. Come procedere? Semplicissimo!

In primo luogo, accendiamo il pc in recovery mode ovvero stoppiamo il gdm e logghiamoci come root.

Quindi, da root:


# Xorg -configure
Alla fine, nella home di root si sarà creato un file, che modificheremo opportunamente:


# nano xorg.conf.new
aggiungendo in fondo le righe sopra riportate. Infine


# cp /root/xorg.conf.new /etc/X11/xorg.conf
e riavviamo!

Per ulteriori opzioni, si consulti QUA.


Optional

Connessione tramite cellulari o chiavette usb

Installiamo i seguenti pacchetti


# aptitude install usb-modeswitch modemmanager mobile-broadband-provider-info
e riavviamo.

Le nostre chiavette o il nostro cellulare dovrebbero essere riconosciute automaticamente. Altrimenti, dopo aver collegato la chiavetta o il cellulare, diamo il seguente comando


$ lsusb
Se dall'output non riconosciamo la nostra chiavetta, significa che il kernel non la vede e che quindi c'è poco da fare; se invece viene riconosciuta, siamo di fronte ad un limite del network manager o dei suddetti programmi. In quest'ultimo caso, sarà comunque possibile configurare la propria connessione a mano tramite files di configurazione: non sarà difficile trovare su internet guide specifiche.


Mettere la cache di Firefox/Iceweasel in ram

È un'operazione che consente di rendere più scattante il programma in questione. Sarà bene applicare questa modifica se si dispone di una congrua quantità di ram.

Comunque, si deve editare il file /etc/fstab ed aggiungere (se non già presente) una riga simile a questa:


tmpfs /tmp tmpfs defaults,noatime,mode=1777 0 0
oppure a questa


tmpfs /tmp tmpfs defaults,noatime,size=500m,mode=1777 0 0
Il parametro size=500m serve a limitare a 500 mb la porzione di ram da dedicare a /tmp: senza di esso, sarà dedicato ad essa il 50% della ram.

Quindi, apriamo il programma e scriviamo nella barra degli indirizzi about:config e diamo invio. Nella schermata che comparirà, aggiungiamo una nuova stringa, che chiameremo


browser.cache.disk.parent_directory
e, come parametro di questa stringa, inseriremo


/tmp/mozilla
o altro nome preferito. Ad ogni riavvio Iceweasel creerà la cartella /tmp/mozilla/chache, montata sulla ram.


Scrittura su dischi o partizioni NTFS

Per poter scrivere su dischi e/o partizioni ntfs, sarà necessario installare i drivers ntfs-3g e il programma ntfs-config, quest'ultimo comodissima interfaccia per creare in modo molto semplice mount points in /etc/fstab per partizioni in ntfs.

Sarebbe anche opportuno aggiungere l'utente ai gruppi fuse e plugdev.


Impostare un Windows Manager per Gnome

Il windows manager (WM) predefinito di Gnome è, attualmente, metacity, ed io uso e consiglio proprio questo.

Per abilitarvi il compositing o si modifica una chiave del gconf con questo semplice comando:


$ gconftool-2 --type bool --set /apps/metacity/general/compositing_manager true
oppure, se vogliamo un sistema ancora più leggero, possiamo installare xcompmgr e porre fra la applicazioni di avvio il comando xcompmgr -r 4.2 (con quest'opzione avremo un compositing molto essenziale, ma con uno spreco di risorse del tutto insignificante; per qualche effetto in più, si può usare xcompmgr -cC, ma suggerirei di ricorrere al manuale per conoscere le varie opzioni disponibili).



Per utilizzare un altro WM, ad esempio il famigerato compiz, esistono almeno tre metodi.

Il primo consiste nel modificare una stringa nell'editor di configurazione. Lo si fa facilmente con un comando simile a questo (in questo e negli esempi seguenti si usa compiz; ovviamente, voi potrete sostituirlo con il vostro WM preferito):


$ gconftool-2 --type string --set /desktop/gnome/session/required_components/windowmanager compiz
Per ripristinare il WM di default, ovvero metacity:


$ gconftool-2 --type string --set /desktop/gnome/session/required_components/windowmanager gnome-wm
Il secondo consiste nel crearsi, nella propria home, un file .gnomerc contenente qualcosa come


export WINDOW_MANAGER=/usr/bin/compiz
Un metodo semplice semplice per crearsi questo file è dare il seguente comando:


$ echo "export WINDOW_MANAGER=/usr/bin/compiz" >> ~/.gnomerc
Purtroppo, non sempre questi metodi funzionano, per motivi mai del tutto chiariti, e, al riavvio di X, spesso ci si ritrova semplicemente senza WM. In tal caso, saremo costretti a ricorrere al terzo e, a mio parere, peggiore metodo, consistente nell'aggiungere una voce in autoavvio (Sistema > Preferenze > Applicazioni di Avvio) con un comando simile a compiz --replace.


Compiz

Se proprio interessati al compiz, installate:


# aptitude install compiz compizconfig-settings-manager compizconfig-backend-gconf compiz-fusion-plugins-extra compiz-fusion-plugins-main fusion-icon
Dovrete quindi a configurare il compiz tramite il CCSM: ci si deve perdere un po' di tempo, in quanto non c'è nulla di preconfigurato, neanche le decorazioni delle finestre.

Per provare al volo le configurazioni, consiglio caldamente di utilizzare la fusion-icon.


Repository debian-multimedia

Aggiungiamo il repository per la roba multimediale, soprattutto codecs:


# nano /etc/apt/sources.list
ed aggiungiamo in fondo


# Debian Multimedia
deb http://www.debian-multimedia.org squeeze main non-free
Sostituite squeeze con wheezy o testing o sid, in base al ramo da voi scelto. Quindi, scarichiamo ed installiamo la chiave di sicurezza con


# aptitude update && aptitude install debian-multimedia-keyring
# aptitude install w32codecs gstreamer0.10-pitfdll flashplugin-nonfree libdvdcss2
Per aggiornare il flash, converrà dare, di tanto in tanto, il comando


# update-flashplugin-nonfree --install
oppure, se si vogliono avere più informazioni,


# update-flashplugin-nonfree --install --verbose

Wine

Per avere le versioni più recenti di wine, si consulti questo link.

Esiste anche un vecchio repository, purtroppo, a quanto pare, non più aggiornato:
deb http://www.lamaresh.net/apt RAMO_DEBIAN main #Wine
con chiave di sicurezza:
$ su -
# wget -O - http://www.lamaresh.net/apt/key.gpg | apt-key add -


Attualmente, nei repos ufficiali di debian esistono i seguenti pacchetti:


Skype

Basta scaricare ed installare il giusto deb prelevato dal SITO.



In alternativa, potete aggiungere al sources.list il seguente repository
deb http://download.skype.com/linux/repos/debian/ stable non-free #Skype
Ma ricordate che questo repository non è molto aggiornato e che comunque vale solo per i sistemi a 32 bit.

Può risultare utile anche leggere la wiki ufficiale.


Amministrazione

Downgrade dei pacchetti per chi usa Sid

Sid è il ramo più aggiornato nel mondo Debian, ma talvolta può capitare che vi entri qualche pacchetto con gravi o gravissimi bugs, tali da arrecare un certo nocumento al sistema.

In tali casi, sarà utile, se non proprio necessario, retrocedere i pacchetti incriminati ad una versione precedente e sicuramente funzionante. Abbiamo a disposizione due possibilità:

  1. Retrocedere alla versione della Testing
  2. Prelevare un precedente pacchetto dal repo snapshot.debian.org
Ricordo che, per la prima soluzione, deve esser presente nel file /etc/apt/sources.list la seguente stringa:
deb http://ftp.it.debian.org/debian/ testing main contrib non-free
Per installare il pacchetto che ci serve, si deve dare:
# apt-get install nome_pacchetto/testing
oppure
# apt-get -t testing install nome_pacchetto


Dulcis in fundo

Alla fine di questa lunga maratona, il passo conclusivo sarà aprire il proprio browser preferito e memorizzare fra i proprii bookmarks i seguenti eccellenti links:

Ad essi si consiglia di fare riferimento per qualsiasi eventuale problema.

Una vera miniera di informazioni, pur con i debiti adattamenti, sono anche le Wiki di ArchLinux.


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by Doc, last modified 09 September 2011

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